Subscribe RSS feed diminuisci grandezza del testo aumenta grandezza del testo




NuclearNews
NEWS
Esperto Risponde

Categorie




Interventi Recenti




Ultimi Documenti inseriti



- Centrali nucleari in servizio e in costruzione (aprile 2014)

- Le emissioni delle fonti di energia

- L'energia nucleare in Europa, 2010-2050

- Le previsioni per il sistema energetico europeo fino al 2050

- Le centrali non aumentano i rischi di leucemia: studio canadese

- Fukushima: quali danni alla salute della popolazione?

- Gestione delle scorie: il nuovo programma degli Stati Uniti

- Le previsioni al 2050 dell'Iaea

- World Energy Outlook 2012 (IEA)

- Il Rapporto 2011 dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Iaea)

- Le previsioni della Exxonmobil per il sistema energetico fino al 2040

- Le previsioni della BP per il sistema energetico fino al 2030

- L'energia nucleare dopo Fukushima: documento del World Energy Council

- Centrali nucleari e leucemie: nessun legame



Video del mese






EnerBlog

Interventi



Funghi e gulag

Paolo Gangemi

Fare propaganda con strategie di terrorismo psicologico non aiuta il dialogo

Funghi e gulag

La campagna di comunicazione sull'energia nucleare, in corso dal 19 dicembre 2010 su televisioni e giornali, è stata accusata di essere una sottile propaganda finanziata dalle industrie del settore. Non altrettanto sottile è la propaganda contraria che ha fatto Marco Ferri, giornalista, copywriter e blogger, sull'inserto 3D del quotidiano Terra del 16 gennaio 2011. Parlando della "lobby dell'atomo", cioè dei soggetti industriali e accademici che fanno capo al Forum nucleare italiano, Ferri la definisce ripetutamente "la macchina del fungo" (anche nel titolo strillato, che però non è necessariamente da attribuire a Ferri).

Ora, ci sono molti argomenti seri per sostenere la propria contrarietà al ritorno dell'energia nucleare in Italia (come ce ne sono anche a favore). Ma parlare di "macchina del fungo" a proposito delle centrali nucleari per scopi pacifici è solo una forma di propaganda che punta a suscitare le emozioni più violente, facendo leva su richiami irrazionali e senza alcun collegamento con la realtà: è la stessa strategia con cui in certi ambienti politici si definisce stalinista Nichi Vendola o nazista Gianni Alemanno.

Fra l'altro, per dichiarare illegittimo il ritorno al nucleare, Ferri si richiama ai referendum del 1987, facendo finta di non sapere che un referendum non è vincolante per l'eternità, e soprattutto che i tre quesiti referendari del 1987 non chiedevano l'uscita dal nucleare, ma l'abrogazione di tre specifici articoli: il diritto del Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) di decidere sulla localizzazione delle centrali nel caso in cui gli enti locali non decidono entro tempi stabiliti, il compenso ai comuni che ospitano centrali nucleari o a carbone e la possibilità per l'Enel di partecipare alla costruzione di centrali nucleari all'estero. Perciò l'esito dei referendum non implicava neanche allora la chiusura delle centrali, né il blocco di quelle in costruzione. Figuriamoci oggi.

Insomma, criticare l'attuale ceto politico italiano, e soprattutto il governo come fa Ferri, è una missione sacrosanta; tirare in ballo i vecchi referendum no. E scomodare i funghi atomici ancora meno.

Back to top Torna su