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L’opzione migliore per salvaguardare il clima

Mark Lynas

Il nucleare è soprattutto un utile strumento per salvare il pianeta. Parola di Mark Lynas, uno dei maggiori attivisti nella lotta ai cambiamenti climatici

L’opzione migliore per salvaguardare il clima

Mark Lynas è un noto ambientalista e opinion leader britannico. Scrittore e giornalista, in Italia è conosciuto soprattutto per aver pubblicato Notizie da un pianeta rovente (Longanesi, 2005) e 6 gradi: la sconvolgente verità sul riscaldamento globale (Fazi, 2008). È convinto che il principale rischio che sta correndo il pianeta sia il progressivo riscaldamento globale, e che quindi la necessità urgente sia di tagliare drasticamente le emissioni di anidride carbonica. E il nucleare è la tecnologia energetica che più velocemente e rapidamente può contribuire in questo senso.

Lynas, perché dobbiamo credere che i rischi dei cambiamenti climatici siano maggiori di quelli posti dall'energia nucleare?

«I cambiamenti climatici sono incomparabilmente più pericolosi dei rischi dell'energia nucleare: sono una minaccia per l'intera biosfera, distruggono gli habitat naturali, causano l'innalzamento del livello del mare e alterano il ciclo del'acqua in tutto il pianeta. In confronto i rischi del nucleare sono locali e facilmente gestibili: basta assicurarsi che l'attività delle centrali sia schermata verso l'esterno e che i rifiuti siano conservati in sicurezza. Non è mica fantascienza.

Secondo me l'energia nucleare è una delle tecnologie più pulite fra le fonti di energia a basse emissioni di anidride carbonica: con le rinnovabili bisogna invece affrontare questioni come l'uso del territorio e altri impatti sulla biodiversità. Nel caso del nucleare abbiamo ben presente lo scenario peggiore possibile perché si è verificato a Cernobyl. Le probabilità di un'altra Cernobyl sono infinitesime, anche se il ricorso all'energia nucleare dovesse aumentare in tutto il mondo: le centrali sovietiche erano intrinsecamente insicure, e nessuna di quel tipo è mai stata costruita in Occidente».

Come opinionista ambientalista, perché non è d'accordo con la maggior parte dei movimenti e partiti verdi in tutto il mondo, che appoggiano solo le energie rinnovabili?

«Correremmo un grande rischio se, come fanno la maggior parte dei movimenti ambientalisti, volessimo puntare solo sulle fonti rinnovabili per ridurre il ricorso ai combustibili fossili, perché probabilmente non è quello che succederà. Le fonti rinnovabili saranno importanti, e in futuro potranno fornire energia alla maggior parte dei Paesi, ma non possiamo effettuare questa transizione senza nucleare.

In passato, dire no al nucleare voleva dire più carbone: è quello che è successo fra gli anni Settanta e Ottanta negli Stati Uniti e in Europa, nel periodo in cui l'antinuclearismo era più forte. Storicamente, gli ecologisti sono involontariamente responsabili dell'emissione di almeno un miliardo di tonnellate di anidride carbonica nell'atmosfera, come conseguenza dell'attivismo antinucleare. In molti Paesi le centrali nucleari sono state semplicemente sostituite o trasformate in centrali a carbone. Credo che non dovremmo ripetere lo stesso errore, il cui prezzo lo sta pagando adesso il clima. Dobbiamo usare ogni tecnologia disponibile a basse emissioni di anidride carbonica: la priorità numero uno è eliminare il carbone dalla generazione elettrica in ogni Paese del mondo. A ben vedere il nucleare, in Cina come in Germania, sarà probabilmente una delle opzioni migliori per farlo».

Lei ha detto: «Più conosci l'energia nucleare, meno ne hai paura». Che cosa ha imparato che le ha fatto cambiare idea?

«Quello che mi ha fatto cambiare idea sul nucleare è stata la scoperta graduale che la maggior parte delle "verità" che avevo sempre saputo sull'energia nucleare sono in realtà poco più che leggende metropolitane. Le scorie non sono un "problema irrisolto". L'energia nucleare non causa forti emissioni di anidride carbonica. È molto più sicura di quanto la gente non immagini. Non è più costosa di altre tecnologie. Non ci sarà carenza di combustibile nucleare nel prossimo futuro. E così via. Quasi tutte le obiezioni sollevate dai verdi possono essere facilmente smontate, ma il movimento ambientalista non riesce a schiodarsi da una posizione su cui si è mantenuto per decenni. Secondo me questo mina la credibilità dell'ambientalismo come visione scientifica del mondo: chi ha a cuore il futuro del pianeta dovrebbe essere più razionale e farsi convincere più dai fatti che dalle emozioni».

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