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<title>NuclearNews - Informazione Nucleare</title> <description>Informazione Nucleare</description> <link>http://www.nuclearnews.it/</link>
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<link>http://www.nuclearnews.it/news-2851/inaugurato-nuovo-deposito-temporaneo-russo/</link> <guid isPermaLink="true">http://www.nuclearnews.it/news-2851/inaugurato-nuovo-deposito-temporaneo-russo/</guid> <title>Inaugurato nuovo deposito temporaneo russo</title> <description><![CDATA[<p>&Egrave; stato <a href="http://www.world-nuclear-news.org/WR-Russia_commissions_fuel_storage_facility-3001124.html" target="_blank">inaugurato</a> in Russia il nuovo deposito temporaneo centralizzato di scorie nucleari di alto livello: <strong>ospiter&agrave; il combustibile usato</strong> proveniente dalle centrali di tutto il Paese.<br /><br />L'impianto, situato nella localit&agrave; di Železnogorsk (Siberia centrale), &egrave; lungo 270 metri, largo 35 e alto 40; a regime <strong>potr&agrave; ospitare fino a 38.000 tonnellate di combustibile usato</strong>. &Egrave; un deposito del tipo "a secco": le scorie saranno custodite senza essere immerse in vasche piene d'acqua. I vantaggi di questa tecnologia sono principalmente due: i recipienti che contengono le scorie sono in grado di resistere a grandi variazioni di temperatura e a urti anche molto forti.<br /><br />Il deposito <strong>conserver&agrave; le scorie per 50 anni</strong>. Nel frattempo, la Russia svilupper&agrave; ulteriormente le proprie tecniche di riprocessamento e progetter&agrave; un deposito definitivo per le scorie.<br /><br />La prima parte del deposito &egrave; stata completata nel dicembre 2011, e nel marzo 2012 inizier&agrave; ad accogliere le scorie provenienti dagli 11 reattori nucleari russi del tipo RBMK-1000 ad acqua pressurizzata: i 4 della centrale Leningrad, i 4 di quella di Kursk e i 3 di Smolensk. Si tratta in tutto di 8129 tonnellate di materiale, conservato attualmente presso le tre centrali in vasche d'acqua, delle quali per&ograve; ha quasi riempito tutta la capacit&agrave;. Le scorie saranno trasportate in treno, imballate in contenitori speciali. La durata prevista per il trasporto e la sistemazione dell'intero carico &egrave; di 8-10 anni.<br /><br />In una seconda fase, sar&agrave; collocato nel deposito il combustibile usato proveniente dai reattori del modello VVER-1000: i 4 della centrale di Balakovo, i 4 di quella di Kalinin, i 2 di Rostov e i 3 ancora attivi a Novovoronež. Le scorie provenienti dalle centrali di Kola e Beloiarsk saranno invece inviate nell'impianto di Mayak (regione degli Urali) per essere riprocessate.</p>]]></description>
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<link>http://www.nuclearnews.it/news-2850/decommissionamento-si-estende-la-partecipazione-delle-aziende-italiane/</link> <guid isPermaLink="true">http://www.nuclearnews.it/news-2850/decommissionamento-si-estende-la-partecipazione-delle-aziende-italiane/</guid> <title>Decommissionamento: si estende la partecipazione delle aziende italiane</title> <description><![CDATA[<p>Si amplia la partecipazione delle aziende italiane al processo di decommissionamento delle vecchie centrali nucleari presenti sul territorio nazionale: il 2 febbraio la Sogin, societ&agrave; incaricata dello smantellamento degli impianti nucleari, ha firmato <strong>un <a href="http://www.sogin.it/SiteAssets/uploads/2012/COMUNICATI%20STAMPA/Comunicato%20stampa%20-%20Protocollo%20d%27intesa%20Sogin-Assistal.pdf" target="_blank">accordo</a> con l'Associazione nazionale costruttori di impianti (Assistal)</strong>.<br /><br />Il protocollo, firmato dall'amministratore delegato della Sogin Giuseppe Nucci e dal presidente dell'Assistal Giuseppe Gargaro, avr&agrave; una durata triennale e <strong>prevede 5 linee d'azione</strong>: informazione, formazione, assistenza, comunicazione e coinvolgimento su tematiche di comune interesse.<br /><strong><br />L'Assistal raccoglie 1500 imprese specializzate</strong> nella progettazione, fornitura, installazione, gestione e manutenzione di impianti tecnologici e montaggi industriali. Per la Sogin il nuovo accordo &egrave; il proseguimento della politica di coinvolgimento delle realt&agrave; industriali locali nelle attivit&agrave; legate agli impianti nucleari italiani: il documento segue infatti la falsariga di quelli firmati nei mesi scorsi con le associazioni industriali delle province interessate dai lavori di bonifica: Vercelli, Piacenza, Latina e Caserta.<br /><br />&laquo;Sono soddisfatto per l'accordo di oggi, con il quale Sogin prosegue il suo percorso di apertura alle imprese italiane. In questo momento delicato per l'economia italiana Sogin sente infatti la responsabilit&agrave;, come societ&agrave; di Stato, di attivare tutti gli strumenti per <strong>sviluppare relazioni stabili e trasparenti con le diverse realt&agrave; imprenditoriali</strong> interessate a partecipare alla pi&ugrave; grande bonifica ambientale nella storia del nostro Paese&raquo;, ha dichiarato Nucci. Gli ha fatto eco Gargaro: &laquo;La firma di questo importante protocollo d'intesa rappresenta il punto di partenza per una collaborazione che sono certo sar&agrave; proficua e duratura, oltre che <strong>in grado di generare nuove opportunit&agrave; di business per le imprese aderenti</strong>&raquo;.<br /><br />La collaborazione riguarder&agrave; fra le altre cose l'organizzazione di una conferenza annuale sullo stato di avanzamento dei lavori, sugli acquisti e sugli appalti. Inoltre &egrave; stata decisa, analogamente la pubblicazione di una newsletter curata dalla Sogin e rivolta alle associazioni. Nel campo della formazione saranno promossi seminari rivolti alle imprese e iniziative sul tema della sicurezza.</p>]]></description>
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<link>http://www.nuclearnews.it/news-2849/anche-la-francia-dovr-prolungare-la-vita-dei-reattori/</link> <guid isPermaLink="true">http://www.nuclearnews.it/news-2849/anche-la-francia-dovr-prolungare-la-vita-dei-reattori/</guid> <title>Anche la Francia dovrà prolungare la vita dei reattori</title> <description><![CDATA[<p>La Francia non ha scelta: dovr&agrave; prolungare la durata dei propri reattori nucleari, che quindi <strong>resteranno in attivit&agrave; per 60 anni anzich&eacute; 40</strong> come previsto originariamente. Lo afferma il <a href="http://www.ccomptes.fr/fr/CC/documents/RPT/Rapport_thematique_filiere_electronucleaire.pdf" target="_blank">rapporto</a> "Les co&ucirc;ts de la fili&egrave;re &eacute;lectronucl&eacute;aire", realizzato dalla della Corte dei Conti francese e pubblicato il 31 gennaio.<br /><br />Dei 58 reattori oggi in funzione in Francia, infatti, ben 22 compiranno il quarantesimo anno entro il 2022: allungare la loro vita servir&agrave; al Paese per continuare ad assicurare il rifornimento di elettricit&agrave; a costi ragionevoli.<br /><strong><br />Le alternative sono due, entrambe da scartare</strong> secondo la Corte dei Conti. La prima &egrave; sostituire le centrali in et&agrave; da pensione con 11 impianti di nuova generazione: un'operazione impossibile da effettuare in tempi brevi. La seconda opzione &egrave; diversificare il mix energetico: la Francia &egrave; il Paese del mondo pi&ugrave; dipendente dall'energia nucleare, che soddisfa tre quarti del fabbisogno elettrico nazionale. Ridurre questa quota &egrave; teoricamente possibile (ed &egrave; la scelta caldeggiata dall'opposizione socialista) ma, oltre a richiedere a sua volta tempi lunghi, comporta costi elevati, che la Corte dei Conti giudica eccessivi.<br /><br />In ogni caso, dato che il governo non ha intrapreso nessuna di queste due strade alternative, secondo la Corte dei Conti ha gi&agrave; optato implicitamente per il <strong>prolungamento: una soluzione gi&agrave; attuata negli Stati Uniti e in altri Paesi</strong>, e allo studio anche in Giappone.<br /><br />Anche in questo caso, secondo il rapporto, saranno necessari investimenti consistenti per la manutenzione e per rinforzare le misure di sicurezza alla luce dell'incidente di Fukushima. Di conseguenza <strong>i costi della produzione potrebbero aumentare del 10%</strong>.</p>]]></description>
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<link>http://www.nuclearnews.it/news-2848/si-pu-sostituire-il-nucleare-non-con-le-rinnovabili/</link> <guid isPermaLink="true">http://www.nuclearnews.it/news-2848/si-pu-sostituire-il-nucleare-non-con-le-rinnovabili/</guid> <title>Si può sostituire il nucleare? Non con le rinnovabili</title> <description><![CDATA[<p>Le energie rinnovabili sono un'ottima soluzione per integrare le fonti tradizionali, ma <strong>non si pu&ograve; sostituire una centrale nucleare con parchi eolici e impianti solari</strong>.<br /><br />Lo ha spiegato Andy Kugler, senior project director della Nuclear Regulatory Commission (NRC) americana, a proposito del progetto di costruire un terzo reattore nella centrale nucleare di Calvert Cliffs (Maryland).<br /><br />La societ&agrave; elettrica UniStar vuole <strong>costruire un reattore da 1600 MW entro il 2017</strong>. Alcune associazioni antinucleariste hanno per&ograve; sostenuto che il progetto non ha tenuto sufficientemente in conto la possibilit&agrave; alternativa di ricavare l'energia necessaria dalla fonti rinnovabili, e che le stime prodotte dalla UniStar sottovaluterebbero queste risorse.<br /><br />Nel corso di un <a href="http://www.thebaynet.com/news/index.cfm/fa/viewStory/story_ID/26032/d/01302012" target="_blank">incontro</a> pubblico organizzato il 26 gennaio dall'Atomic Safety and Licensing Board (ASLB) per chiarire la questione, Kugler ha rivelato le conclusioni di un'analisi condotta dalla NRC: con il solare e l'eolico, nei prossimi anni, &egrave; ragionevole ipotizzare nella zona di Calvert Cliffs una potenza totale <strong>al massimo di 300 MW</strong>.<br /><br />Non solo: la natura incostante di queste fonti di energia ne limiterebbe la produzione. Quindi, se anche si riuscissero a realizzare impianti alimentati dal sole e dal vento per 1600 MW, la loro produzione di elettricit&agrave; sarebbe equivalente a quella di una centrale nucleare da 400 MW. Perci&ograve;, per arrivare alla potenza di 1600 MW, <strong>bisognerebbe ricorrere a un backup di fonti fossili da 1200 MW</strong>: una soluzione che in termini di emissioni di gas serra annullerebbe tutto il vantaggio delle fonti rinnovabili.<br /><br />Inoltre, secondo Kugler, un parco eolico di quella potenza occuperebbe un'estensione di territorio enorme, per cui l'impatto ambientale sarebbe superiore a quello di un reattore nucleare.</p>]]></description>
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<link>http://www.nuclearnews.it/news-2847/realt-virtuale-nel-centro-di-ricerca-inglese/</link> <guid isPermaLink="true">http://www.nuclearnews.it/news-2847/realt-virtuale-nel-centro-di-ricerca-inglese/</guid> <title>Realtà virtuale nel centro di ricerca inglese</title> <description><![CDATA[<p>La realt&agrave; virtuale &egrave; sbarcata nel Nuclear Advanced Manufacturing Research Centre (NAMRC), il nuovissimo centro di ricerca inglese sulle tecnologie nucleari.<br /><br />Nella sede del centro a Sheffield sono stati installati due <a href="http://www.virtalis.com/press/187/virtalis-supplies-advanced-visualisation-for-nuclear-amrc.php" target="_blank">sistemi</a> prodotti dalla societ&agrave; Virtalis. Il primo, chiamato ActiveCube (nella foto), &egrave; una scatola di vetro cubica di 3,2 metri di lato, che permette a due, tre o quattro persone di immergersi nella realt&agrave; virtuale: potranno navigare nel mondo virtuale, manipolando le componenti in tempo reale, con la sensazione di agire nella realt&agrave;. Il secondo apparato si chiama ActiveWall ed &egrave; un grande schermo 3D largo 4,5 metri e alto 2,8: consente a una platea di 25 persone di interagire con l'ActiveCube.<br /><br /><strong>Questi strumenti saranno adibiti alla progettazione delle componenti di un impianto nucleare</strong>: il NAMRC, istituito dalle universit&agrave; di Sheffield e Manchester con la partecipazione del governo e di diverse imprese private (fra cui Rolls-Royce, Westinghouse, Areva, Sheffield Forgemasters e Tata Steel), &egrave; nato come centro di ricerca per &laquo;aiutare le aziende britanniche a diventare leader a livello mondiale nel campo della <strong>fabbricazione di componenti e sistemi per la prossima generazione di centrali nucleari</strong>&raquo;.<br /><br />In particolare, secondo Rab Scott, capo del settore realt&agrave; virtuale del NAMRC, i nuovi sistemi saranno utili per la progettazione delle grandi componenti di una centrale nucleare, pesanti fino a 50 tonnellate: le eventuali modifiche necessarie si potranno sperimentare nella realt&agrave; virtuale, per osservare come si possono integrare nel progetto.<br /><br />In un secondo momento, i nuovi sistemi di realt&agrave; virtuale potranno essere usati anche per la manutenzione degli impianti e per la formazione dei tecnici.</p>]]></description>
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<link>http://www.nuclearnews.it/news-2846/la-scelta-dei-siti-si-deve-basare-sul-consenso/</link> <guid isPermaLink="true">http://www.nuclearnews.it/news-2846/la-scelta-dei-siti-si-deve-basare-sul-consenso/</guid> <title>La scelta dei siti si deve basare sul consenso</title> <description><![CDATA[<p>Nella scelta di una localit&agrave; per un deposito di scorie nucleari <strong>il requisito principale &egrave; il consenso della popolazione</strong>. In assenza di questo il progetto non va avanti, indipendentemente dall'adeguatezza sotto il profilo geologico, sismico, idrologico, eccetera.<br /><br />Lo ha riconosciuto anche la commissione voluta da Obama per trovare una soluzione al problema delle scorie radioattive americane dopo l'abbandono del progetto di Yucca Mountain (Nevada). Lo rivela un'<a href="http://edition.cnn.com/2012/01/26/us/nuclear-storage/index.html?eref=rss_latest&amp;utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+rss%2Fcnn_latest+(RSS%3A+Most+Recent)" target="_blank">anticipazione</a> del rapporto finale della commissione, pubblicata dagli organi di stampa americani.<br /><br />I membri della commissione, chiamata "Blue Ribbon Commission on America's Nuclear Future", sono stati scelti dal segretario all'energia Steven Chu, sostenitore dell'energia nucleare e premio Nobel per la fisica nel 1997.<br /><br />Proprio l'esempio di Yucca Mountain dimostra che senza il consenso della popolazione i costi si moltiplicano e alla fine il progetto si arena. Viceversa il progetto per il deposito di Carlsbad (New Mexico, nella foto), che ospita le scorie radioattive provenienti dalle attivit&agrave; militari americane, <strong>&egrave; andato a buon fine principalmente grazie all'approccio partecipativo</strong>: tutti i soggetti interessati, a partire dalla popolazione locale, sono stati coinvolti fin dall'inizio nei processi decisionali.<br /><br />La commissione ha ribadito fra le altre cose che per ottenere il consenso sono necessari anche sostanziosi incentivi economici. Dal punto di vista delle soluzioni tecnologiche, <strong>il rapporto riafferma la necessit&agrave; di un deposito geologico di lungo periodo</strong>, ma insiste anche sull'urgenza di depositi temporanei, in cui conservare le scorie nel frattempo. L'approccio partecipativo infatti, anche se &egrave; l'unico che consente un buon esito finale, inevitabilmente allunga i tempi: secondo la commissione, <strong>l'individuazione del sito pu&ograve; richiedere fino a 20 anni</strong>.</p>]]></description>
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<link>http://www.nuclearnews.it/news-2845/i-siti-per-le-nuove-centrali-le-zone-militari-dismesse/</link> <guid isPermaLink="true">http://www.nuclearnews.it/news-2845/i-siti-per-le-nuove-centrali-le-zone-militari-dismesse/</guid> <title>I siti per le nuove centrali? Le zone militari dismesse</title> <description><![CDATA[<p>L'<a href="http://www.ceskapozice.cz/en/news/politics-policy/czech-gov%E2%80%99t-temelin-point-man-build-new-nuclear-plants-old-army-sites" target="_blank">idea</a> viene dalla Repubblica Ceca, e sembra <strong>l'uovo di Colombo per aggirare la sindrome Nimby</strong> (<em>Not In My Back Yard</em>, cio&egrave; non nel mio giardino): le nuove centrali nucleari possono essere costruite nelle zone militari dismesse, minimizzando l'impatto sulla popolazione.<br /><br />La fine della guerra fredda ha rallentato la corsa agli armamenti, e in molti casi materiali e installazioni militari sono stati riconvertiti per usi civili. &Egrave; un fenomeno chiamato "<strong>trasformare le spade in aratri</strong>", usando la metafora del profeta Isaia: le stesse lame che hanno difeso un territorio ora devono servire per renderlo produttivo.<br /><br />In ambito nucleare l'esempio pi&ugrave; classico &egrave; il programma "Megatons to Megawatts", che trasforma l'uranio ad alto arricchimento contenuto nelle testate atomiche sovietiche in uranio a basso arricchimento venduto per alimentare le centrali nucleari americane.<br /><br />Ora si &egrave; inserita la proposta di V&aacute;clav Bartu&scaron;ka, supervisore del progetto di espansione della centrale nucleare di Temel&iacute;n. Il governo ceco vuole <strong>potenziare il settore nucleare, per portarlo a fornire l'80% dell'elettricit&agrave; nazionale</strong> (attualmente la percentuale &egrave; poco superiore al 30%): in questo modo il Paese diventerebbe il pi&ugrave; nuclearizzato al mondo, superando anche la Francia, che ricava dall'energia nucleare il 75% del proprio fabbisogno elettrico.<br /><br />Per questo i due nuovi reattori progettati nella centrale di Temel&iacute;n non basteranno: servono nuove centrali, e quindi nuovi siti pronti a ospitarle. L'idea di adibire le zone militari all'ambito nucleare non &egrave; nuova, e vari siti abbandonati dall'esercito ceco erano stati presi in considerazione come possibili sedi del deposito di scorie radioattive: per esempio Hradi&scaron;t&igrave; (nord del Paese), Boletice (sud) e Brdy (ovest, nella foto). Sembra per&ograve; che in base alle analisi sismiche e geologiche queste localit&agrave; potrebbero non essere idonee, e bisogner&agrave; quindi ampliare la lista delle candidature.<br /><br />Paolo Gangemi</p>]]></description>
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<link>http://www.nuclearnews.it/news-2844/fukushima--il-passato-gli-inglesi-guardano-avanti/</link> <guid isPermaLink="true">http://www.nuclearnews.it/news-2844/fukushima--il-passato-gli-inglesi-guardano-avanti/</guid> <title>Fukushima è il passato, gli inglesi guardano avanti</title> <description><![CDATA[<p>L'effetto-Fukushima &egrave; gi&agrave; finito. Dopo l'incidente dell'11 marzo 2011, <strong>la fiducia degli inglesi nell'energia nucleare aveva vacillato, ma dopo neanche un anno &egrave; gi&agrave; risalita</strong>: lo rivela un <a href="http://www.ipsos-mori.com/researchpublications/researcharchive/2903/Nuclear-Energy-Update-Poll.aspx" target="_blank">sondaggio</a> condotto dalla societ&agrave; specializzata Ipsos.<br /><br />La percentuale degli inglesi favorevoli alla costruzione di nuove centrali &egrave; salita al 50%: ha superato non solo il 36% del giugno 2011, ma anche il 47% del novembre 2010, precedente all'incidente giapponese. Viceversa, la percentuale dei contrari &egrave; scesa di 8 punti percentuali, dal 28% del post-Fukushima al 20%.<br /><br />In effetti nel Regno Unito sono molti a sottolineare i vantaggi del nuovo programma nucleare (appoggiato anche dall'opposizione laburista). John Beddington, consigliere capo del governo in materia di energia, ha <a href="http://www.physorg.com/news/2011-10-nuclear-power-essential-emissions-uk.html" target="_blank">dichiarato</a> che <strong>senza nucleare diventa quasi impossibile per il Paese raggiungere l'obiettivo</strong> che si &egrave; prefissato per tutelare il clima: ridurre le emissioni dell'80% entro il 2050.<br /><br />Il rapporto "<a href="http://www.cps.org.uk/files/reports/original/120113150014-TheAtomicClock.pdf" target="_blank">The Atomic Clock: How the Coalition is gambling with Britain's energy policy</a>", pubblicato nel gennaio 2012 dal Centre for Policy Studies, si concentra invece sull'aspetto economico per la popolazione. Nel 2030, <strong>senza nuove centrali, un terzo delle abitazioni inglesi si troverebbero in condizioni di "povert&agrave; energetica"</strong>: dovrebbero cio&egrave; spendere per le bollette energetiche oltre un decimo del proprio reddito.<br /><br />Infine Neil Baldwin, presidente della National Nuclear Skills Academy inglese, ha calcolato le <a href="http://www.world-nuclear-news.org/NN_New_reactors_new_workforce_0112111.html" target="_blank">ricadute occupazionali</a> del nuovo programma nucleare: parlando alla conferenza annuale della Nuclear Industry Association, Baldwin ha stimato in <strong>1500 i nuovi posti di lavoro che si verranno a creare ogni anno</strong>. In totale, contando anche 8500 pensionamenti, il numero degli addetti al settore nucleare nel Regno Unito salir&agrave; del 49%, dagli attuali 25.500 a 38.000 nel 2025.<br /><br />Paolo Gangemi</p>]]></description>
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<link>http://www.nuclearnews.it/news-2843/rapporto-bp-lenergia-nucleare-crescer/</link> <guid isPermaLink="true">http://www.nuclearnews.it/news-2843/rapporto-bp-lenergia-nucleare-crescer/</guid> <title>Rapporto BP: l’energia nucleare crescerà</title> <description><![CDATA[<p>Da oggi al 2030 l'energia nucleare crescer&agrave; e sar&agrave; una delle componenti significative dello scenario energetico globale, soprattutto in Asia. Lo afferma l'<a href="http://www.bp.com/liveassets/bp_internet/globalbp/STAGING/global_assets/downloads/O/2012_2030_energy_outlook_booklet.pdf" target="_blank">Energy Outlook 2030</a> del colosso energetico BP, uno dei documenti pi&ugrave; affidabili sugli andamenti del sistema energetico globale.<br /><br />Il documento non si riferisce solo all'energia elettrica, ma al totale dell'energia primaria, per la quale<strong> la quota del nucleare salir&agrave; dal 5,6% del 1990 al 6% del 2030</strong>. La crescita si verificher&agrave; soprattutto nei Paesi emergenti, dove la produzione di energia nucleare aumenter&agrave; a un <strong>tasso medio annuo del 7,8%</strong>: una conseguenza principalmente dei programmi nucleari molto ambiziosi in Cina, India e Russia.<br /><br />In tutto, <strong>la domanda di energia aumenter&agrave; del 39%</strong> a livello globale, con una crescita spiccata nei Paesi emergenti, mentre in quelli industrializzati sar&agrave; solo del 4%.<br /><br />Il dato forse pi&ugrave; eclatante del rapporto &egrave; quello che riguarda l'insieme delle fonti non fossili, cio&egrave; energia nucleare e rinnovabili: soddisferanno il 34% dell'aumento globale della domanda di energia primaria fino al 2030, e per la prima volta questa cifra superer&agrave; quella di ciascuna fonte fossile. Nel settore elettrico, che rappresenter&agrave; pi&ugrave; di met&agrave; dell'aumento della domanda globale, le fonti non fossili soddisferanno a loro volta pi&ugrave; di met&agrave; della crescita. <strong>La quota dei combustibili fossili sulla domanda totale scender&agrave; dall'87% attuale all'81% nel 2030</strong>.<br /><br />Grazie all'energia nucleare e alle fonti rinnovabili, <strong>l'aumento delle emissioni di anidride carbonica sar&agrave; inferiore a quello della produzione energetica</strong>: 28% contro 39%. Inoltre, aggiunge il rapporto, &laquo;se si introdurranno politiche pi&ugrave; aggressive, la quantit&agrave; totale delle emissioni potr&agrave; iniziare a diminuire gi&agrave; entro il 2030&raquo;.</p>]]></description>
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<link>http://www.nuclearnews.it/news-2842/usa-passi-avanti-per-le-centrali-vecchie-e-nuove/</link> <guid isPermaLink="true">http://www.nuclearnews.it/news-2842/usa-passi-avanti-per-le-centrali-vecchie-e-nuove/</guid> <title>USA: passi avanti per le centrali vecchie e nuove</title> <description><![CDATA[<p>Diverse istituzioni ufficiali americane hanno approvato negli ultimi giorni varie richieste da parte dell'industria nucleare: due relative alla costruzione di nuovi reattori, e una riguardante la proroga dell'attivit&agrave; di una centrale in funzione.<br /><br />Nel <strong>Maryland</strong>, la Commissione per i lavori pubblici ha concesso alla societ&agrave; UniStar la <a href="http://www.bpw.state.md.us/static_files/Meetings/Archives/2012/Transcript/2012%20Jan%20Transcript.pdf" target="_blank">Wetland License</a>, autorizzazione necessaria a costruire impianti nelle zone umide, <strong>per il terzo reattore della centrale di Calvert Cliffs</strong>. La Commissione ha deciso all'unanimit&agrave;, valutando che il progetto comprende sufficienti misure di mitigazione dell'impatto ambientale e non pone rischi significativi alle risorse naturali della zona.<br /><br />Nello <strong>Utah</strong>, la societ&agrave; Blue Castle ha ottenuto l'<a href="http://www.bluecastleproject.com/files/news_items/98-012012BCHRecieves%20Regulatory%20Approval%20for%20Water%20Use.pdf" target="_blank">autorizzazione</a> a usare 66 miliardi di litri d'acqua al giorno <strong>per la futura centrale nucleare di Blue Castle</strong>. L'acqua era stata destinata in un primo tempo a rifornire centrali termoelettriche che non sono pi&ugrave; state costruite: la Blue Castle ha cos&igrave; chiesto e ottenuto che il permesso venisse trasferito alla centrale nucleare in progettazione. I due reattori previsti aumenteranno del 50% l'elettricit&agrave; prodotta nello Stato, che al momento non &egrave; dotato di centrali nucleari.<br /><br />Infine, la Corte distrettuale del <strong>Vermont</strong> ha <a href="http://www.entergy.com/news_room/newsrelease.aspx?NR_ID=2355" target="_blank">dato ragione</a> alla societ&agrave; Entergy, la cui <strong>centrale di Vermont Yankee potr&agrave; continuare l'attivit&agrave;</strong>: la richiesta dello Stato del Vermont di chiudere l'impianto alla scadenza &egrave; stata respinta perch&eacute; la decisione spetta alle autorit&agrave; federali, e la Nuclear Regulatory Commission (NRC) aveva gi&agrave; approvato una proroga di 20 anni. Quella di Vermont Yankee (nella foto) &egrave; l'unica centrale nucleare dello Stato, a cui fornisce circa il 70% dell'elettricit&agrave;.</p>]]></description>
</item></channel></rss>
