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MONDO - Energia



19-02-2010

Agli Stati Uniti servono altre 40 centrali entro il 2035



Agli Stati Uniti servono altre 40 centrali entro il 2035

Gli Stati Uniti devono costruire 40 nuove centrali nucleari entro il 2035, se vogliono rispondere alla domanda crescente di energia e allo stesso tempo ridurre le emissioni di anidride carbonica. È la conclusione del rapporto "Nuclear Power: A Green Technology" della GEI Solutions, società di consulenze scientifiche e ambientali.

Secondo Daniel LaGatta, autore del rapporto, la domanda di energia negli Stati Uniti crescerà dell'1% all'anno: questo vuol dire che da oggi al 2035 il fabbisogno aumenterà di 303.000 MW. Per far fronte a questo incremento saranno necessari investimenti in tutte le fonti di energia a basse emissioni di gas serra: nucleare, solare, eolico, idroelettrico, biomasse e combustibili fossili "puliti".

«Attualmente l'energia eolica, idroelettrica e solare non è in grado di venire incontro a questa richiesta», sostiene LaGatta, che aggiunge: «Se si vuole essere ragionevoli nella valutazione delle fonti rinnovabili, diventa chiaro che per soddisfare la crescita del fabbisogno l'energia nucleare deve essere parte della nuova generazione di fonti di energia. Grazie alla sua alta affidabilità e ai bassi costi di produzione l'energia nucleare è e resterà uno dei principali mezzi di produzione energetica a basse emissioni di gas serra».

LaGatta sostiene poi che un rilancio del nucleare avrebbe effetti benefici anche sull'economia: «Ogni centrale crea 4000 posti di lavoro per la costruzione e 400 a regime. Sono posti di lavoro ad alta remunerazione e che non possono essere esternalizzati all'estero. Inoltre altre migliaia di posti di lavoro verranno dall'indotto».

In definitiva, LaGatta spinge per nuove centrali in tempi brevi: «La costruzione di una centrale può durare fino a 10 anni. Il fatto che negli Stati Uniti non ci siano centrali in costruzione dovrebbe essere un motivo di preoccupazione per il governo, le industrie e i cittadini».



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