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23-02-2010

La Lituania ha chiuso l’unica centrale, e ora è nei guai



La Lituania ha chiuso l’unica centrale, e ora è nei guai

Il momento non è stato dei più propizi. Il 31 dicembre 2009 la Lituania ha chiuso definitivamente il secondo e ultimo reattore della centrale nucleare di Ignalina: era una condizione per l'ingresso nell'Unione Europea, e la Lituania ha rispettato l'impegno. Il reattore era infatti l'ultimo in attività (a eccezione della Russia) del vecchio modello RBMK, simile a quelli di Cernobyl.

Solo che la centrale forniva il 72% del fabbisogno elettrico del Paese, che ora si trova a dover importare energia elettrica dall'estero.

La difficile situazione energetica del Paese baltico è analizzata sul sito Staffetta Quotidiana da Alessandro Grimaldi, esperto di energia nucleare in particolare nei Paesi dell'Europa centro-orientale, e Antonio Sileo, ricercatore presso l'Istituto di economia e politica dell'energia e dell'ambiente (IEFE) dell'Università Bocconi.

Secondo i due autori, «il momento non è stato scelto tra i migliori visti sia la notevole richiesta di energia determinata anche dal freddo intenso che attanagliava il nord Europa sia la congiuntura economica non certo favorevole nella regione del Baltico; senza contare la pressoché totale impreparazione del sistema energetico nazionale a funzionare senza nucleare».

Le conseguenze sono pesanti: il 30% circa di aumento delle bollette elettriche, una caduta del PIL dell'1%, l'aumento dell'1% dell'inflazione e un sensibile contraccolpo occupazionale. Insomma, per Sileo e Grimaldi è «una scelta che forse è parsa comunque affrettata».

Per colmare il deficit energetico la Lituania ha già avviato le procedure per la costruzione di una nuova centrale nucleare che sostituisca Ignalina. La nuova centrale, da costruire con la partecipazione di Polonia, Estonia e Lettonia, avrà due reattori da 1700 Megawatt elettrici l'uno, il primo dei quali sarà operativo nel 2018.

Nel frattempo sono stati avviati nuovi progetti: un cavo sottomarino con la Svezia, un cavo tra la Lituania e la Polonia Settentrionale e una nuova centrale a gas prevista per il 2013. Anche questi progetti però richiedono tempo: per il momento la Lituania si trova a doversi affidare alla vecchia rete sovietica, e quindi alla dipendenza energetica dalla Russia.



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