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ITALIA - Commenti
25-02-2010
Impariamo la trasparenza dalla Finlandia
Si può fare il nucleare in Italia con il consenso popolare? Sì, secondo Luigi De Paoli, professore di economia dell'energia all'Università "Bocconi" di Milano, che articola il suo commento in un intervento sul sito Staffetta Quotidiana. Per questo l'Italia dovrebbe imparare dagli esempi virtuosi all'estero, in particolare quelli provenienti dal Regno Unito, dal Belgio e soprattutto dalla Finlandia: tutti casi in cui è stato premiato l'approccio partecipativo, che coinvolge nelle scelte la popolazione e le organizzazioni interessate.
De Paoli spiega che quando la Finlandia ha deciso di tornare al nucleare, i primi passi sono stati «un'ampia indagine parlamentare e numerose decisioni di politica energetica a cui hanno potuto contribuire esperti e ONG. Anche Scajola aveva questa intenzione ma purtroppo non c'è stato un seguito e la consultazione prevista attualmente rischia di prestarsi alla critica di essere (quasi) inutile visto che le decisioni sono già state prese».
La Finlandia invece ha proseguito su questa strada, fino all'approvazione nel 2001 di una "Strategia nazionale per il clima". «Se anche in Italia ci fosse un piano "Energia-Clima", che vedesse una fattiva cooperazione tra il ministero dello Sviluppo economico e quello dell'Ambiente, nel quale fosse inserito l'auspicato apporto del nucleare insieme con quello più certo delle rinnovabili e dell'efficienza energetica, si contribuirebbe a dare una visione globale e a depotenziare un conflitto che ha poche ragioni di essere», aggiunge De Paoli.
La trasparenza in Finlandia è soprattutto una questione politica: regole chiare e ben definite. Chi decide di investire nel nucleare sa che non avrà sussidi dallo Stato, ma sa anche che avrà «diritto a una ragionevole compensazione dallo Stato per i costi diretti sostenuti nella costruzione dell'impianto» nel caso in cui il Governo cambiasse idea dopo aver concesso un'autorizzazione. Il risultato si è visto: quando nel 2003 ha vinto le elezioni il Partito di centro, tiepido verso il nucleare, non ha revocato la decisione presa l'anno prima dal Governo a guida socialista.
C'è anche una questione di credibilità: in Finlandia tutti gli aspetti di sicurezza sono lasciati all'Autorità di sicurezza, che gode di grande prestigio e indipendenza. Secondo De Paoli questo esempio è da seguire in Italia «anzitutto rendendo rapidamente operativa l'Agenzia e poi magari promuovendo una più rapida integrazione europea proprio per supplire alle nostre debolezze».
(Nessum commento.)



