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MONDO - Uranio e combustibile
01-03-2010
Combustibile anche dal plutonio delle bombe americane

Anche dalle armi atomiche americane, come da quelle russe, si può ricavare combustibile per i reattori. Per valutare se e come sfruttare questa possibilità negli Stati Uniti è stato firmato un accordo fra la National Nuclear Security Administration (NNSA) e la Tennessee Valley Authority (TVA).
Gli Stati Uniti hanno ben 34 tonnellate di plutonio ottenuto dalle armi atomiche, ed è in costruzione un impianto al Savannah River Site (South Carolina, Sud-est degli Stati Uniti) per ricavarne ossido misto uranio-plutonio.
La TVA si occuperà del progetto, delle modifiche dei reattori e degli aspetti ambientali, e sfrutterà poi l'ossido misto come combustibile nelle sue centrali di Sequoyah e Browns Ferry.
L'accordo rispecchia la politica portata avanti dal governo federale: «Il programma per l'ossido misto è un esempio importante dell'impegno dell'amministrazione Obama per la trasformazione del materiale bellico in fonte di energia», ha dichiarato Ken Baker, dell'Office of Defense Nuclear Nonproliferation della NNSA.
Il presidente Obama ha infatti proposto un aumento del 25,8% del bilancio per il programma di non proliferazione nucleare della NNSA. La cifra totale di 2,7 miliardi di dollari (2 miliardi di euro) prevede anche 100 milioni di dollari (73 milioni di euro) per la gestione del plutonio proveniente dalle bombe russe.
Le vecchie bombe atomiche russe sono da tempo un'importante fonte di combustibile nucleare: rappresentano il 13% di tutte le forniture mondiali di uranio, e alimentano il 10% delle abitazioni degli Stati Uniti.
Paolo Gangemi
(Nessum commento.)



