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ITALIA - Ambiente e salute
02-03-2010
Nucleare e rinnovabili: Italia sulla giusta strada, ma non basta

La politica in favore del nucleare e delle energie rinnovabili mette l'Italia sulla strada giusta verso l'adempimento degli obiettivi europei di riduzione delle emissioni, ma non è ancora sufficiente.
Lo sostiene il rapporto "Le politiche per la riduzione delle emissioni: scenari e impatto sul sistema economico italiano", elaborato dal Centro Europa Ricerche (CER), presentando i principali risultati di una ricerca promossa dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare sugli scenari del dopo-Copenaghen e sul loro impatto sul sistema economico italiano.
Il CER affronta la questione ambientale valutando l'impatto sull'economia italiana degli obiettivi climatici e quindi energetici concordati in sede europea, desumendo che «il pieno dispiegamento del potenziale delle fonti energetiche rinnovabili e la realizzazione del piano di rilancio del nucleare così come previsto dal governo, pur mettendo l'Italia sulla giusta strada, non consentono di raggiungere gli obbiettivi di riduzione delle emissioni già fissati in sede europea: in questa prospettiva è necessario premere sul risparmio energetico. Così facendo sono raggiungibili anche target più ambiziosi del Pacchetto Clima, come quelli ventilati in occasione dei recenti appuntamenti internazionali (diminuzione del 30% delle emissioni di anidride carbonica entro il 2020)».
Il rapporto sottolinea poi la sostenibilità di questi obiettivi da un punto economico e finanziario: «Le ricadute sulla finanza pubblica connesse al processo di riconversione energetica sarebbero significative ma assolutamente gestibili in un'ottica di medio periodo, mentre quelle sull'inflazione sarebbero visibili ma contenute».
Secondo il rapporto, in conclusione, «è urgente costruire una piattaforma europea sui tre pilastri tecnologici dell'efficienza energetica, delle rinnovabili e del nucleare, e sulla gestione delle foreste».
(Nessum commento.)



