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05-03-2010

Il ritorno al nucleare aumenta la credibilità internazionale dell'Italia



Il ritorno al nucleare aumenta la credibilità internazionale dell

Per l'Italia, rientrare nel "club nucleare" significa aumentare la propria credibilità a livello internazionale. È l'opinione che il sottosegretario allo Sviluppo economico Stefano Saglia ha espresso il 3 marzo a Roma in occasione della presentazione del rapporto "La disciplina della generazione elettrica nucleare. Un benchmark per l'Italia", prodotto dalla società di consulenza Accenture in collaborazione con l'associazione no-profit per l'energia e l'ambiente Safe (Sostenibilità Ambientale Fonti Energetiche).

Attualmente, osserva Saglia, l'Italia è l'unico Paese del G8 a non avere centrali nucleari in attività, «e l'immagine internazionale dell'Italia dipende anche dalla capacità di portare a termine il programma nucleare». Gli esempi da seguire, per Saglia, sono i Paesi presi in considerazione dallo studio Accenture/Safe: Francia, Spagna, Germania, Stati Uniti.

In particolare la Francia e gli Stati Uniti sono i due modelli dal punto di vista tecnologico: il reattore francese Epr è quello scelto dall'Enel, mentre l'AP1000 americano, secondo Saglia, «potrebbe essere utilizzato dalla cordata alternativa a Enel-Edf».

Anche per quanto riguarda la creazione dell'Agenzia per la sicurezza nucleare, i punti di riferimento sono sempre la Francia e gli Stati Uniti, perché sono i Paesi che «hanno dato maggiore performance internazionale».



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