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05-03-2010

Patrick Moore: il nucleare fa bene, soprattutto all’Italia



Patrick Moore: il nucleare fa bene, soprattutto all’Italia

Il nucleare è l'energia del futuro: è buono e fa bene. È la posizione di Patrick Moore, uno dei padri di Greenpeace, che pur avendo abbandonato l'associazione resta uno dei più noti attivisti dell'ambientalismo al mondo.

Moore ha ribadito le sue convinzioni, già espresse più volte, il 4 marzo a Roma, nell'auditorium dell'Enel, nel corso di un incontro con Chicco Testa, ex presidente di Legambiente e autore del libro "Tornare al Nucleare? L'Italia, l'energia, l'ambiente".

Quello che è nuovo nel discorso di Moore è il riferimento al caso italiano: l'energia nucleare sembra particolarmente adatta per l'Italia, «che non ha giacimenti di combustibili fossili». Inoltre l'Italia «ha tante coste e tanto mare e dunque è nella situazione ideale per risolvere l'unico vincolo del nucleare, rappresentato dal raffreddamento».

Per Moore gli incidenti del passato sono irripetibili, «perché frutto di errori umani combinati con tecnologie neanche lontanamente comparabili con i sistemi automatici di protezione e salvaguardia delle centrali di oggi. A Chernobyl l'intero progetto era pessimo e gli addetti fecero saltare la centrale in aria». Sono più pericolose le altre fonti di energia: in Russia «un incidente in una centrale idroelettrica ha fatto perdere la vita a 75 persone, più del nucleare». E ancora, «le poche decine di morti provocati nel passato da incidenti nucleari nulla sono a confronto delle migliaia di vite stroncate, ancora oggi, nelle miniere di carbone o dall'inquinamento».

Alla domanda provocatoria "vivrebbe vicino ad una centrale nucleare?", la risposta di Moore è paradossale: «Ci vivrei dentro. È il posto più sicuro al mondo. Lì c'è una cultura della sicurezza che non ha pari».

Secondo Moore anche le scorie non sono un grosso problema, perché in futuro «le scorie di oggi potranno essere riutilizzate praticamente all'infinito nelle centrali di prossima generazione».

Infine Moore si augura che anche il resto del movimento ecologista cambi idea: «Ostacolare l'energia nucleare rappresenta per gli ambientalisti un clamoroso errore. Le loro posizioni sono spesso contrarie per partito preso».

Paolo Gangemi



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