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MONDO - Ricerca
12-03-2010
Reattore belga studierà l’eliminazione delle scorie e la fusione

È stata approvata definitivamente la costruzione del reattore sperimentale belga Multipurpose Hybrid Research Reactor for High-tech Applications (Myrhha): il via libera finale è arrivato dal governo il 3 marzo 2010.
La costruzione inizierà nel 2015 e l'attività nel 2023. Il bilancio previsto è di circa un miliardo di euro, e la ricaduta occupazionale è stimata in 2000 posti di lavoro.
Il reattore sorgerà nell'impianto del Centre d'Etude de l'Energie nucléaire (SCK-CEN) a Mol, nel Nord del Paese. Avrà una capacità di 57 MW termici e userà il piombo-bismuto per il raffreddamento: questa caratteristica lo renderà particolarmente adatto alla ricerca sui reattori di quarta generazione.
Gli altri usi del reattore saranno la produzione di isotopi a scopi medici, la ricerca sulla fusione nucleare e soprattutto sulla trasmutazione, un processo con cui si trasforma un isotopo radioattivo in un elemento non radioattivo. È un fenomeno complesso, ma se si riuscisse a produrre su scala industriale semplificherebbe molto lo stoccaggio delle scorie nucleari.
Il Belgio ha già un reattore di ricerca, il BR2, gestito dal CEN, che produce il 25% degli isotopi medici usati al mondo e aumenterà del 50% la sua produzione del più importante di essi, il molibdeno 99.
(Nessum commento.)



