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01-04-2010

Vogliono chiudere la centrale? I cittadini non ci stanno



Vogliono chiudere la centrale? I cittadini non ci stanno

Il Senato del Vermont (Nord-est degli Stati Uniti) ha deciso di chiudere la centrale nucleare Vermont Yankee, vicino alla località di Vernon. Ma proprio i cittadini di Vernon non ci stanno: ci tengono, alla loro centrale.

La centrale, in servizio da 38 anni, è la prima fonte di lavori ben pagati in città, e il suo indotto ha permesso di ingrandire la scuola elementare e di costruire una biblioteca. La sua chiusura non solo toglierebbe al Vermont un terzo della sua elettricità, ma segnerebbe inesorabilmente il destino di Vernon: «Sarebbe la rovina della città», secondo Robert Miller, 49 anni.

In tasse locali e statali la centrale paga 13,8 milioni di dollari (10 milioni di euro) all'anno: senza, i cittadini sarebbero tassati molto di più. Inoltre, secondo molti residenti, il valore della propria casa diminuirebbe di 100.000 dollari (74.000 euro).

Insomma, la preoccupazione è economica. Nessun timore invece per la salute. Non li ha spaventati neanche la fuoriuscita di trizio dalla centrale, che ha spinto invece la maggioranza della popolazione dello Stato a favore della chiusura: la quantità di trizio è secondo loro troppo piccola per danneggiare la salute, e comunque non è finita nell'acqua potabile. Qualcuno la mette sull'ironico: «A Vernon non dobbiamo accendere la luce di notte: siamo tutti fluorescenti», scherza Donna Serviss, 48 anni.

L'altro timore è lo svuotamento della cittadina: in un momento in cui dal governo federale arrivano grandi incentivi per nuovi impianti nucleari, la chiusura di Vermont Yankee potrebbe spingere i 650 tecnici specializzati a emigrare in una delle nuove centrali, lasciando Vernon.

Chi invece non vuole andarsene dovrà ridimensionare le proprie aspettative economiche: Wayne Nickerson, che lavora alla centrale dal 1987, non vuole lasciare il posto dove sono cresciuti sua figlia e i suoi nipoti, ma è consapevole del fatto che con la chiusura troverebbe un altro lavoro nella zona, pagato il 50% o il 60% in meno.

A questo punto le speranze degli abitanti di Vernon sono due: che il governo federale intervenga a salvare la centrale o che qualcuno intenti una causa per dimostrare che è il governo federale, e non lo Stato del Vermont, a dover decidere.



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