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06-04-2010

Fusione più efficiente con una nuova tecnica laser



Fusione più efficiente con una nuova tecnica laser

Usando in un modo nuovo i raggi laser per innescare la fusione nucleare, la si può rendere energeticamente più efficiente, riducendo anche la quantità di scorie.

È la conclusione di una ricerca pubblicata sulla rivista Energy and Environmental Science da un gruppo di studiosi guidati da Heinrich Hora, della University of New South Wales di Sydney (Australia), e ripresa dal New Scientist.

La novità consiste nell'innescare la fusione usando il laser come "onda d'urto", e non per riscaldare il combustibile come negli approcci fin qui seguiti. Anziché penetrare in una sfera di combustibile allo stato di plasma, il laser dovrebbe colpirne la superficie: l'onda d'urto provocata sarebbe in grado di comprimere il plasma fino a innescare la reazione di fusione.

Il vantaggio sarebbe doppio: innanzitutto l'energia meccanica del laser, non dovendo trasformarsi in energia termica, renderebbe il processo energeticamente più efficiente. E questo sarebbe un vantaggio enorme: finora uno degli inconvenienti che hanno bloccato lo sviluppo commerciale della fusione nucleare è il fatto che l'energia prodotta è minore o poco maggiore di quella consumata.

Ma soprattutto questa nuova tecnica permetterebbe di usare un combustibile diverso: idrogeno e boro-11 anziché deuterio e trizio (varianti "pesanti" e radioattive dell'idrogeno). In questo modo si ridurrebbe la quantità di scorie nucleari prodotte.

Secondo Steve Haan, del Lawrence Livermore National Laboratory (California), la nuova tecnica è promettente, ma sono necessarie altre ricerche per verificarne la fattibilità pratica: secondo i calcoli di Hora servirebbe un laser 6 volte più potente del più potente oggi usato al mondo.

Paolo Gangemi



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