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07-04-2010

Nuova ipotesi per le scorie americane: tanti pozzi profondissimi



Nuova ipotesi per le scorie americane: tanti pozzi profondissimi

Dopo l'abbandono dell'ipotesi del sito di Yucca Mountain come deposito per le scorie nucleari degli Stati Uniti, si fa largo una nuova soluzione: anziché un unico grande deposito, una serie di centinaia di pozzi profondissimi sparsi in varie località in tutto il Paese.

L'idea è stata presentata da un gruppo di scienziati in occasione di una conferenza organizzata a Washington il 15 marzo dai Sandia National Laboratories con la collaborazione del Massachusetts Institute of Technology, ed è stata rilanciata dalla rivista New Scientist.

Il progetto prevede pozzi profondi almeno 3 chilometri in terreni con rocce cristalline impermeabili. Secondo Patrick Brady, il geochimico dei Sandia National Laboratories che ha organizzato la conferenza, in questo modo si eviterebbe il problema di scegliere un sito con requisiti particolari, com'era Yucca Mountain: circa la metà del territorio degli Stati Uniti presenta le caratteristiche geologiche adatte.

I contenitori con le scorie verrebbero impilati uno sopra l'altro nei pozzi a riempire i 2 chilometri più profondi, e poi ricoperti con un "coperchio" di cemento, asfalto e calcestruzzo.

Rispetto al deposito unico, questa soluzione ha almeno due vantaggi: il primo è la presenza di chilometri di roccia a fare da barriera, contro i soli 300 metri di profondità previsti dal progetto di Yucca Mountain. Inoltre si riduce di molto il rischio di infiltrazioni nelle falde acquifere: al di sotto dei 2 chilometri di profondità l'acqua ha un'altissima concentrazione di sali, ed è quindi molto più pesante di quella superficiale. Di conseguenza non tenderà a salire, e terrà in profondità le eventuali sostanze radioattive: i campioni prelevati hanno mostrato una permanenza in profondità di centinaia di migliaia di anni.

Secondo gli esperti, la soluzione dei pozzi profondi non era stata presa in considerazione negli anni Settanta e Ottanta, all'epoca delle decisioni sui depositi di scorie, perché all'epoca le tecniche di trivellazione non erano state ancora perfezionate.

Ora invece l'idea piace, e non solo in America: «I pozzi profondi sembrano al momento l'alternativa migliore», ha affermato Johan Swahn della MKG, l'organizzazione incaricata di studiare una soluzione per le scorie nucleari svedesi.

Paolo Gangemi



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