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ITALIA - Energia
09-04-2010
Firmati gli accordi tra Italia e Francia

«L'Italia diventa oggi il nostro principale partner europeo nel settore del nucleare»: così è stato descritto in Francia il vertice italo-francese che si è tenuto il 9 aprile 2010 a Parigi, presso il Palazzo dell'Eliseo, residenza del presidente della Repubblica francese.
Gli 11 accordi firmati riguardano tutti gli aspetti dell'energia nucleare, fra cui la tecnologia del reattore (e in particolare del nocciolo): oltre a Enel e EdF, che avevano lanciato originariamente la cordata italo-francese, partecipano anche l'Ansaldo e la francese Areva.
Sulla gestione delle scorie l'accordo coinvolge la Sogin e l'agenzia francese Andra, mentre per la sicurezza l'Asn francese si rapporterà prima con l'Ispra e poi, quando nascerà, con l'Agenzia per la sicurezza nucleare italiana. Questa collaborazione sarà facilitata anche da un protocollo d'intesa firmato dal ministro italiano dell'ambiente Stefania Prestigiacomo e dal responsabile francese dell'industria e dell'ambiente, Jean Louis Borloo.
L'Enel lavorerà con l'Isrn sulla protezione radiologica, mentre il gruppo Techint ha firmato con l'Areva un contratto di fornitura di servizi di ingegneria e progettazione.
Per quanto riguarda infine la formazione del personale, la Cirten e l'Areva hanno stabilito di istituire corsi congiunti e scambi di tecnici. A questo proposito, un accordo a livello governativo prevede la collaborazione a livello universitario e lo scambio di professori e studenti sugli argomenti più importanti: la sicurezza nucleare, la scelta dei siti, la costruzione, la gestione e la dismissione degli impianti, il ciclo del combustibile, la gestione delle scorie e la protezione radiologica.
Gli accordi firmati riguardano 4 reattori del modello francese Epr da costruire in Italia. Come ha notato Paul Betts sul Financial Times, questi reattori forniranno solo metà del 25% di energia nucleare che l'Italia vuole entro il 2025. Per i successivi 4 reattori l'Italia potrebbe scegliere invece gli AP1000 americani della Westinghouse: sia per motivi di equilibrio diplomatico, sia per le collaborazioni già avviate fra Westinghouse e Ansaldo.
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