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13-04-2010
Il 55% degli italiani vuole il nucleare, e il 49% anche sotto casa

La maggioranza degli italiani è a favore del nucleare: il 55% è favorevole all'installazione di nuove centrali nucleari. Lo rivela un sondaggio condotto dalla società di consulenza Accenture.
Non solo: il 49% sono anche ben disposti riguardo alla costruzione di una centrale nel raggio di 160 chilometri dalla propria residenza. Sono invece il 62% gli italiani che si sentono poco informati sulle politiche energetiche nazionali.
Il sondaggio è stato condotto su un totale di 10.508 persone intervistate in 20 Paesi, sia industrializzati sia in via di sviluppo: Sudafrica, Germania, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Cina, Spagna, Francia, Grecia, Ungheria, India, Italia, Giappone, Paesi Bassi, Regno Unito, Russia, Slovacchia, Svezia e Stati Uniti.
Le interviste sono state effettuate alla fine del 2008, ma i risultati sono stati pubblicati solo nell'aprile 2010 sul sito di Accenture.
A livello internazionale, il dato dei favorevoli al nucleare è ancora più alto: 69% a favore (compreso un 29% "senza riserve"), contro il 31% di contrari. Anche la percentuale di chi si sente poco informato sale: 72%.
Il motivo principale della preferenza (indicato dall'85% dei favorevoli) è l'attuale dipendenza dalle importazioni di petrolio e di gas; seguono la diversificazione del mix energetico (78%) e la necessità di ridurre le emissioni di anidride carbonica (78%).
In assoluto, la percentuale degli intervistati a favore della riduzione dell'energia da fonti fossili è altissima in tutti i Paesi: va da un minimo del 72% in Russia a un massimo del 98% in Brasile, con una media dell'88%.
Fra i contrari al nucleare, le preoccupazioni maggiori sono la sicurezza delle centrali e lo smaltimento delle scorie (indicati dall'88% dei contrari), ma anche lo smantellamento delle centrali (86%) e il rischio di attentati (74%).
(Nessum commento.)



