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15-04-2010

La soluzione è il nucleare, perché non ce ne sono altre



La soluzione è il nucleare, perché non ce ne sono altre

Il nucleare pericoloso? Il numero totale di vittime in 59 anni di energia nucleare negli Stati Uniti è zero. Nelle centrali a carbone, che forniscono metà dell'elettricità americana, la cifra dei morti è di molte centinaia, di cui 29 in un'esplosione in West Virginia il 6 aprile 2010 (per non parlare dei danni da inquinamento).

Questo bilancio viene citato in un articolo pubblicato su Newsweek da George Will, editorialista e premio Pulitzer nel 1977, per sostenere la campagna del senatore del Tennessee Lamar Alexander a favore della costruzione di altre 100 centrali negli Stati Uniti in 20 anni.

Secondo Will, anche chi non si preoccupa del riscaldamento globale deve riconoscere gli altri vantaggi del nucleare: elettricità a prezzo più basso e minore dipendenza dalle importazioni dall'estero.

L'eolico? Secondo Will gli obiettivi (e gli incentivi) governativi sono eccessivi: Obama vorrebbe ricavarne il 20% dell'elettricità, ma per questo servirebbero 186.000 turbine, che coprirebbero un'area grande come il South Carolina. Se poi si schierasse una fila di parchi eolici per 3500 chilometri - l'intera lunghezza della catena dei Monti Appalachi - si avrebbe in tutto l'equivalente di 4 reattori nucleari.

Le altre fonti di energia sono trascurabili: il solare produce meno dello 0,1% dell'elettricità americana, e le biomasse non sono sempre così ecologiche come alcuni sostengono.

Per Will è paradossale che nel Rinascimento nucleare in corso gli americani, che sono stati i pionieri dell'energia nucleare, stanno a guardare mentre la Cina avvia la costruzione di un nuovo reattore ogni 3 mesi.

Rimane il problema delle scorie, certo. Per questo Alexander chiede un grande progetto federale per studiare le tecniche di riciclo: in questo modo si potrebbe ridurre del 97% la quantità delle scorie e del 98% la durata della loro radioattività.

Paolo Gangemi



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