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22-04-2010

Il nucleare su Rai 2



Il nucleare su Rai 2

Nonostante l'energia nucleare sia un tema "caldo" in tutti i sensi, non capita spesso che occupi da sola un programma di un'ora in seconda serata sulla Rai. Perciò, nel suo piccolo, si può definire un evento la puntata di La storia siamo noi andata in onda mercoledì 21 aprile su Rai 2, dedicata al passato, al presente e al futuro delle centrali nucleari italiane.

Il piatto forte della trasmissione è stata la lunga intervista che il conduttore Giovanni Minoli ha fatto a Fulvio Conti, amministratore delegato dell'Enel. Conti ha spiegato perché è assolutamente convinto dell'utilità e anzi della necessità dell'energia nucleare in Italia, con tono sempre calmo ma senza timidezze: in diverse occasioni ha definito «falsità» le preoccupazioni su alcuni aspetti considerati particolarmente delicati.

La prima falsità è il prossimo esaurimento dei giacimenti di uranio: al contrario, secondo Conti, abbiamo riserve per rifornire tutte le centrali del mondo per altri 300 anni.

Anche sui tempi di costruzione delle centrali italiane Conti ha definito infondati i timori di rinvii, confermando la data del 2013 per la posa della prima pietra e del 2020 («per essere prudenti») per l'inizio dell'attività commerciale. Da quel momento l'Italia sarà in grado di aprire una nuova centrale ogni 18 mesi.

Infine, il problema più scottante: le scorie. Secondo Conti è un «problema assolutamente gestibile»: un reattore EPR, come quelli che l'ENEL progetta di costruire in Italia, ne produce appena 7 metri cubi all'anno. Ci vogliono quindi 7 anni per riempire un container. Per la localizzazione del deposito, Conti ha ribadito più volte che sarebbe assolutamente disposto a ospitarlo vicino a casa sua.

L'intervento di Conti ha seguito la proiezione di un filmato che documentava la storia dell'energia nucleare in Italia, dai pionieristici esperimenti di Enrico Fermi negli anni Trenta fino alla chiusura delle centrali in seguito al referendum del 1987. Alla domanda «Chi ha ucciso il nucleare in Italia?» le risposte date dai tecnici sono state: «Cernobyl»; «L'ignoranza e la cattiva informazione»; «I petrolieri».



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