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27-04-2010

Fonti rinnovabili sufficienti? Fra vari decenni. Ora serve il nucleare



Fonti rinnovabili sufficienti? Fra vari decenni. Ora serve il nucleare

Chi non vorrebbe un mondo, o almeno un'Europa, che ricava la sua energia solo da fonti rinnovabili? È però uno scenario irrealizzabile, almeno nel prossimo futuro. Lo spiega, in un articolo pubblicato sul Sole 24 Ore, Stephen Tindale, attivista ambientalista ed ex direttore esecutivo della sezione britannica di Greenpeace.

Come il suo collega Patrick Moore, anche Tindale ha fatto un'inversione a U nelle sue convinzioni sul nucleare: «Ho passato 18 anni, dal 1989 al 2007, a disquisire e a battermi contro l'energia nucleare, nel mio lavoro per Ong, think-tank e per il governo britannico». Ora l'emergenza del riscaldamento globale lo ha convinto a ripensarci: «La crisi climatica oggi è talmente grave che dobbiamo fare tutto il possibile per tenerla sotto controllo». L'energia nucleare «è a bassa emissione e, per questo motivo, è venuto il momento di accettarne l'uso come tecnologia-ponte».

Certo, per un ecologista le fonti rinnovabili restano «la forma energetica più desiderabile, perché sono sicure, hanno una buona diffusione geografica e il combustibile è gratis». Ma «ci vorranno diversi decenni prima che l'Unione Europea possa dirsi rinnovabile al 100%». Per il momento l'obiettivo di raggiungere il 20% di energia da fonti rinnovabili in Europa entro il 2020 «è un buon obiettivo, e va realizzato».

Tindale non nasconde i problemi associati all'energia nucleare, «tra cui le scorie radioattive, l'inquinamento e il costo. Sono rischi seri, e di sicuro non vanno ignorati. Tuttavia sono meno seri del rischio di un aumento di sei gradi nelle temperature globali».

Paolo Gangemi



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