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04-05-2010

Fra 10 e 25 nuovi Stati nucleari in 20 anni



Fra 10 e 25 nuovi Stati nucleari in 20 anni

Entro il 2030 la lista dei Paesi dotati di centrali nucleari si arricchirà di nuovi nomi: fra 10 e 25 nuovi Stati entreranno a far parte del club. La previsione è stata citata da Yukiya Amano, direttore generale dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (IAEA), nel discorso che ha tenuto il 3 maggio a New York sul Trattato di non proliferazione.

«Più di 60 Paesi stanno valutando l'opportunità di introdurre l'energia nucleare nel loro mix energetico. Si prevede che fra 10 e 25 Paesi faranno entrare in attività la loro prima centrale entro il 2030», ha dichiarato Amano. Attualmente sono 30 i Paesi dotati di centrali nucleari.

Il direttore generale ha spiegato che questa crescita è legata al rinascimento nucleare in corso: «L'uso pacifico dell'energia nucleare come fonte di energia pulita e in grado di contrastare i cambiamenti climatici sta vivendo un momento di grande crescita nell'accettazione da parte dell'opinione pubblica».

Amano ha messo l'accento sull'espansione del nucleare nei Paesi in via di sviluppo: «Ovviamente sta ai singoli Stati la scelta se usare o meno l'energia nucleare, ma l'IAEA fornirà assistenza a quelli interessati per stabilire un'infrastruttura affidabile. L'energia nucleare infatti non deve essere alla portata solo dei Paesi sviluppati, ma anche di quelli in via di sviluppo».

Negli ultimi mesi infatti diversi Paesi in via di sviluppo hanno avviato un programma nucleare o hanno espresso l'intenzione di dotarsi di una centrale: fra questi, Bangladesh, Vietnam, Giordania, Malaysia, Indonesia, Sri Lanka, Venezuela, Bolivia, Algeria, Tunisia, Marocco, Egitto, Libia, Senegal, Nigeria, Uganda, Ghana, Niger.

Amano ha quindi ricordato che per venire incontro alle esigenze di questi Paesi l'IAEA ha raggiunto nel marzo 2010 un accordo con la Russia per una banca internazionale dell'uranio, in modo da assicurare a tutti i Paesi interessati un rifornimento di combustibile senza che debbano avviare un processo di arricchimento dell'uranio.

Paolo Gangemi



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