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ITALIA - Politica
13-05-2010
Chi sono i nuclearisti di sinistra in Italia

Ha suscitato molti commenti la lettera inviata al segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani da 72 rappresentanti del mondo scientifico e politico di area di centro-sinistra.
Da un lato Bersani ha spiegato che la sua posizione contro le nuove centrali nucleari in Italia è pragmatica e non ideologica; dall'altro diversi fra i firmatari della lettera hanno chiarito il loro pensiero e le loro motivazioni.
Margherita Hack, astrofisica nota anche per la sua intensa attività divulgativa, ha spiegato al Sole 24 Ore di aver firmato la lettera perché «su questi temi in giro c'è troppa ignoranza», aggiungendo che le preoccupazioni sulla sicurezza non hanno fondamento: «Gli standard ormai sono elevati». Secondo Margherita Hack, che si era anche candidata per la Federazione della Sinistra alle ultime elezioni regionali nel Lazio, «al nucleare non si può rinunciare: le energie rinnovabili non bastano a salvarci dalla dipendenza dalle fonti tradizionali».
È d'accordo un altro scienziato di fama, Edorardo Boncinelli, fisico passato alla biologia: «Il nucleare è l'unica alternativa reale al petrolio, al di là delle chiacchiere». Boncinelli è fiducioso anche sulla ripresa della tecnologia nucleare italiana: «Il nucleare italiano trent'anni fa era tra i primi al mondo. Per rispolverare le competenze bastano due anni».
Sulla stessa linea d'onda i 6 parlamentari del PD che hanno firmato l'appello: «Ho aderito perché credo che serva una riflessione seria e aperta», ha dichiarato il senatore Tiziano Treu, che ha aggiunto con una battuta: «Ora che anche Obama dice che il nucleare è di sinistra non potevo non firmare».
Si rifà all'esperienza americana anche un altro senatore democratico, Enrico Morando (nella foto): «L'amministrazione Obama colloca ormai il nucleare all'interno della green economy, non ai suoi margini, e questo è un cambiamento nello scenario progressista internazionale che non possiamo ignorare».
I firmatari ammettono naturalmente il problema delle scorie, ma già nell'appello a Bersani chiarivano che «il tema dello smaltimento, del deposito e della sicurezza di tutti i rifiuti nucleari ci riguarda indipendentemente dalla scelta di costruire nuove centrali». Ci sono infatti le scorie prodotte dalle vecchie centrali italiane, ma anche quelle prodotte, come in tutti i Paesi, dalle applicazioni del nucleare non legate all'energia, a partire dagli isotopi usati a scopo medico.
Paolo Gangemi
(Nessum commento.)



