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Il boom della Corea fa scuola: il Giappone si adegua
MONDO - Industria/economia
18-05-2010
Primo stop per la Corea del Sud
La corsa della Corea del Sud alle esportazioni di reattori nucleari ha subito per la prima volta una battuta d'arresto. Lo stop viene dalla Giordania, che era stato uno dei primi Paesi a ordinare un reattore di ricerca coreano: per la sua prima centrale commerciale il Paese mediorientale ha scelto invece una rosa di tre candidati, in cui manca quello coreano.
Le tre società prescelte sono la francese Areva, la canadese AECL e la russa Atomstroyexport. L'AECL ha presentato per il bando il suo nuovo modello Candu-6 ad acqua pesante pressurizzata, mentre il reattore proposto dai russi è un VVER-1000; infine l'Areva, in consorzio con la giapponese Mitsubishi, ha proposto un reattore ad acqua pressurizzata del modello Atmea-1 (nella foto).
Secondo l'agenzia di stampa coreana Yonhap il fallimento è dovuto a divergenze con il governo giordano su finanziamenti e metodi di costruzione.
Da parte francese la decisione è stata vista come una rivincita: proprio la Corea aveva superato la concorrenza francese per il faraonico appalto nucleare degli Emirati Arabi Uniti. In seguito alla sconfitta la Francia ha avviato una seria discussione, approfondita grazie al Secrétariat interministériel sur le nucléaire International. «La Francia ha imparato la lezione di Abu Dhabi», sintetizza il giornale Les Echos, e ha coronato questo processo con una vittoria in Giordania, anche se non ancora definitiva.
«Questa decisione mette fine a mesi di attente analisi e valutazioni, ma apre la strada ad altri mesi di duro lavoro per scegliere la tecnologia più adatta alla prima centrale nucleare del regno», ha infatti spiegato Khaled Toukan, presidente della Jordan Atomic Energy Commission (JAEC).
Paolo Gangemi
(Nessum commento.)



