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MONDO - Politica



18-05-2010

Nuova politica energetica americana



Nuova politica energetica americana

Più sostegno al nucleare, un sistema di obiettivi di riduzione di emissioni e una strategia nazionale per la cattura dell'anidride carbonica, le energie rinnovabili, l'efficienza energetica e i veicoli elettrici: sono i punti principali di una proposta di legge presentata al Senato americano.

La proposta, presentata dall'ex candidato alla presidenza John Kerry e dal senatore Joe Lieberman, consiste in un dettagliato progetto di 987 pagine che, in caso di approvazione, segnerebbe la più importante svolta nella politica energetica americana dall'Energy Policy Act del 2005, in particolare per quanto riguarda l'energia nucleare.

La novità principale della proposta riguarda il trattamento delle scorie: il documento prevede infatti un «centro di eccellenza per la ricerca e lo sviluppo del riciclo del combustibile usato». La decisione di riprocessare il combustibile, come già avviene in vari Paesi (Francia, Regno Unito, Russia), segnerebbe un'inversione di tendenza nella politica americana: l'opzione del riciclo, esclusa finora in base all'impostazione stabilita dal presidente Jimmy Carter nel 1977, è tornata in ballo dopo la bocciatura del progetto del deposito unico di scorie a Yucca Mountain.

Seguono una serie di iniziative per facilitare le imprese costruttrici: alla Nuclear Regulatory Commission si chiede di «implementare una procedura accelerata» per le licenze di reattori di modelli già approvati. Per quanto riguarda i finanziamenti, la proposta segue quella del segretario all'energia Steven Chu, che aveva già chiesto al Congresso di stanziare altri 36 miliardi di dollari (27,6 miliardi di euro) in prestiti garantiti alle imprese, oltre ai 18 già concessi. Inoltre per le aziende costruttrici di reattori sono previsti sgravi fiscali.

Lo stesso segretario dell'energia, secondo il documento, dovrebbe elaborare una tabella di marcia in un arco di 5 anni per diminuire i costi dei reattori. Questa strategia prevede anche un fondo di 50 milioni di dollari (40 milioni di euro) per finanziare la ricerca sui piccoli reattori modulari.



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