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ITALIA - Industria/economia
18-05-2010
Lavori in corso per la seconda cordata
L'Agenzia nucleare italiana è ancora in alto mare, e le dimissioni del ministro Scajola fanno temere a qualcuno un rallentamento dell'intero programma nucleare. Intanto però sul fronte delle industrie l'attività ferve: Westinghouse, Ansaldo, A2A, E.ON e GdfSuez si stanno preparando per lanciare la seconda cordata per le centrali italiane, dopo quella del consorzio Enel-Edf.
L'obiettivo del piano nazionale di ricavare il 25% dell'elettricità dall'energia nucleare implica infatti la presenza di almeno 8 centrali in Italia: oltre ai primi 4 reattori EPR previsti dalla cordata Enel-Edf c'è spazio per altre proposte in una seconda tornata.
È soprattutto l'americana Westinghouse a mostrarsi attiva, proponendo il suo modello di reattore AP1000: «Stiamo cercando con grande impegno di partecipare al programma nucleare italiano e abbiamo contatti con tutte le grande utility europee che hanno anche interessi in Italia», ha spiegato Gary Shuttleworth, responsabile dello sviluppo internazionale della Westinghouse, nel corso del convegno "AP1000 is on schedule for 2013", organizzato il 12 maggio da EnergyLab presso la Camera dei Deputati.
Oltre all'Ansaldo, che da tempo collabora con la Westinghouse, la proposta interessa anche A2A: «Stiamo verificando l'ipotesi di adottare l'AP1000 sul territorio italiano. Il vantaggio è che l'AP1000, per la sua minore richiesta d'acqua, è possibile collocarlo anche vicino ad un grande fiume e non solo vicino al mare», ha spiegato Silvio Bosetti, direttore di EnergyLab e assistente del presidente di A2A. Inoltre, secondo Shutterworth, l'AP1000 potrebbe essere più facilmente "italianizzato": grazie ai suoi «sistemi di sicurezza passiva e alla sua maggiore semplicità nel design e nella costruzione» gran parte delle commesse potranno essere appaltate alle società locali.
L'eventuale convivenza di tecnologie diverse (EPR francese e AP1000 americano) secondo il sottosegretario allo sviluppo economico Stefano Saglia è un'opportunità più che una preoccupazione: «Siamo convinti che abbiano caratteristiche non in contraddizione e siano due opportunità che possono utilmente integrarsi sul territorio, in particolare quello italiano».
Infine, secondo il sito Quotidiano Energia, altre due grandi società energetiche stanno preparando un accordo in vista di una partecipazione al programma nucleare italiano: la tedesca E.ON e la francese GdfSuez. I due gruppi hanno già diverse collaborazioni in Europa, soprattutto con la Westinghouse, e potrebbero entrare nella cordata insieme ad A2A.
Paolo Gangemi
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