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20-05-2010

Più nucleare per la medicina



Più nucleare per la medicina

«Il rinascimento nucleare in corso non riguarda solo la generazione di energia», ma anche la produzione di radioisotopi: lo ha spiegato Werner Burkart (nella foto), vicedirettore generale dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (IAEA), aprendo la prima Scuola sui radioisotopi organizzata dalla World Nuclear University (WNU) a Seul (Corea del Sud).

Ai 60 partecipanti, provenienti da 30 Paesi anche in via di sviluppo, Burkart ha ricordato l'importanza dei radioisotopi in particolare per le applicazioni in campo sanitario: per esempio sta aumentando del 20% all'anno la richiesta di tomografie a emissione di positroni (PET).

«I radioisotopi sono chiamati a volte "gli schiavi silenziosi" delle nostre economie, perché il loro ruolo, in gran parte nascosto e poco apprezzato, è di grande importanza per l'industria, l'agricoltura e la sanità», ha affermato il presidente della WNU John Ritch, che si augura un maggior riconoscimento pubblico anche grazie a iniziative come questa scuola.

Uno degli argomenti più attuali che saranno discussi nel corso della scuola è la diminuzione della produzione globale di molibdeno 99, un isotopo fondamentale usato nell'80% delle applicazioni di medicina nucleare: i partecipanti analizzeranno le cause del problema e cercheranno soluzioni a breve, medio e lungo termine.

Paolo Gangemi



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