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Le imprese italiane vogliono formare gli ingegneri nucleari
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Presentato alle imprese il progetto Enel per il nucleare made in Italy
ITALIA - Industria/economia
20-05-2010
Il nucleare è un’opportunità per l’industria italiana, soprattutto nel Nord

Il ritorno del nucleare in Italia porterà benefici a tutta l'industria nazionale, soprattutto nel Nord. Dal tessuto produttivo l'Enel sta ottenendo risposte positive: «I segnali che abbiamo avuto indicano un profondo interesse da parte del mondo imprenditoriale. A livello nazionale ci sono 270 imprese che hanno già espresso attenzione, attraverso il sito dell'Enel», ha spiegato Davide Del Vecchio, responsabile degli approvvigionamenti nucleari dell'Enel, in un'intervista al Sole 24 Ore - NordOvest.
Proprio il Nord-Ovest secondo Del Vecchio è l'area che potrà avere le maggiori ricadute industriali, grazie alla presenza di aziende altamente specializzate. Fra le aziende registrate nel sito dell'Enel, 20 sono piemontesi: «Il ritorno al nucleare è una grande opportunità oltre che una necessità, per l'Italia e le nostre imprese», ha affermato Gianfranco Carbonato, presidente degli industriali torinesi, intervenuto il 26 aprile a Torino all'incontro con le industrie piemontesi e liguri organizzato sul nucleare da Enel e Confindustria.
Un altro 10% del nucleare italiano verrà dal Veneto: 20 aziende venete si sono registrate sul portale dell'Enel, e 100 hanno partecipato all'incontro organizzato da Enel e Confindustria Venezia il 18 maggio a Marghera. Fra queste, 4 lavorano già all'industria nucleare francese.
«Dopo l'estate inizieranno i primi incontri con gli industriali locali, in particolare con le imprese ad alta tecnologia del Vicentino, ma anche con altre aziende del settore dell'impiantistica, dell'edilizia e dell'elettrotecnica che avranno dimostrato interesse», ha spiegato nel corso dell'incontro Gianluca Comin, direttore delle relazioni esterne dell'Enel.
«L'approvvigionamento di grandi quantità di energia a costi contenuti e compatibili con quelli degli altri mercati nazionali, e gli ingenti investimenti previsti, faranno cresce le imprese e ci permetteranno di uscire più in fretta dalla crisi», ha affermato Luigi Brugnaro, presidente di Confindustria Venezia.
Secondo il sottosegretario allo Sviluppo economico Stefano Saglia, sarà la Lombardia ad aggiudicarsi la maggior parte delle commesse industriali: «Il ritorno dell'Italia al nucleare passerà necessariamente per un recupero delle forniture e delle capacità industriali delle industrie lombarde: ciò permetterà di aumentarne i livelli di produzione e di rafforzarne le dimensioni industriali, anche attraverso una crescita del livello occupazionale».
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