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MONDO - Scorie
21-05-2010
Dagli Usa chiedono nuovi standard per la gestione delle scorie

La scelta di rinunciare al deposito nazionale di scorie di Yucca Mountain ha sollevato un polverone di reazioni negli Stati Uniti. Il Presidente Barack Obama ha nominato una commissione apposita per prendere una decisione definitiva sulle scorie nazionali, ma nel frattempo molte voci, anche discordanti, si sono fatte sentire: c'è chi insiste che Yucca Mountain era la soluzione migliore e chi, come la società Kurion, vuole riprocessare il combustibile esaurito come si fa in Francia, Regno Unito e Russia.
Ora contro il riprocessamento si è pronunciato Deb Katz, direttore esecutivo del Citizens Awareness Network. In un articolo pubblicato sul Cap Times di Madison (Wisconsin), Katz chiede nuovi standard nazionali per la gestione delle scorie, ma rifiuta categoricamente l'ipotesi del riprocessamento: «è un processo costoso, inquinante e rischioso per la possibile proliferazione nucleare».
In attesa di una soluzione definitiva, Katz chiede di migliorare le condizioni in cui sono attualmente custodite le scorie attraverso standard più severi: innanzitutto diminuire la densità di scorie nelle vasche in cui sono contenute e aumentare la loro protezione, in modo da renderle resistenti a un eventuale attacco terroristico. Il secondo punto è la creazione di siti temporanei di stoccaggio di massima sicurezza: i due modi per farlo sono sistemare le scorie in contenitori resistenti agli impatti più violenti e disporre i contenitori in aree difficili da localizzare. Infine Katz chiede fondi statali e locali per un monitoraggio indipendente e frequente dei luoghi di stoccaggio.
«Anche se queste regole saranno temporanee, ci daranno il tempo e la tranquillità per trovare la giusta soluzione definitiva», conclude Katz.
(Nessum commento.)



