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Piccoli reattori, grandi speranze
Arriva la centrale nucleare portatile
Mini-reattori portatili per produrre carburante per gli aerei
MONDO - Energia
21-05-2010
Entro un anno partirà l’iter per i minireattori

Le speranze che in America circondano i minireattori nucleari potrebbero essere vicine a realizzarsi: la società Hyperion Power Generation vuole chiedere entro un anno alle autorità federali la licenza per la loro costruzione. Lo ha dichiarato John Deal, direttore esecutivo della Hyperion.
I piccoli reattori, poco più grandi di un frigorifero, sarebbero più adatti per le piccole località isolate, difficilmente raggiungibili dalle reti elettriche tradizionali. Deal spiega la loro utilità con un paragone: «Le altre società costruiscono computer tradizionali, noi gli iPhones».
Se un reattore tradizionale medio ha un costo di 1,8 miliardi di euro e una potenza di 1200 MW (ma le cifre salgono per i potenti reattori di terza generazione), il minireattore della Hyperion costa 40 milioni di euro per una potenza di 25 MW: il 15% in meno per ogni MW. Per quanto riguarda la sicurezza, Deal spiega che i minireattori potrebbero essere trasportati con le stesse modalità usate normalmente per il combustibile nucleare.
La Hyperion potrebbe essere la prima impresa a chiedere la licenza per i minireattori, ma diverse altre sono nella fase di valutazione del progetto. La Westinghouse, una delle principali società costruttrici di reattori, sta esaminando il progetto addirittura dal 1999, immaginando possibili clienti nei Paesi in via di sviluppo. Un altro "big", la giapponese Toshiba, ha firmato in proposito un accordo con la TerraPower, una società di Bill Gates. Il primo modello di minireattore della Toshiba sarà sperimentato nella località di Galena, in Alaska: una cittadina senza rete elettrica e isolata dal mondo per più di 6 mesi all'anno, che finora si rifornisce di elettricità con generatori diesel.
Paolo Gangemi
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