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Il Friuli vuole partecipare alla centrale slovena
Firmati gli accordi tra Italia e Francia
ITALIA - Politica
25-05-2010
Accordo fra Italia e Slovenia sulla sicurezza

L'Italia e la Slovenia hanno firmato il 24 maggio a Trieste un protocollo d'intesa sulla sicurezza e sull'informazione reciproca in materia di energia nucleare. In base all'accordo, firmato dal ministro dell'ambiente Stefania Prestigiacomo e dal suo omologo sloveno Roko Žarnic (nella foto), i due Paesi potranno scambiarsi 24 ore su 24 tutte le informazioni su eventuali incidenti nucleari, in modo da ridurre al minimo le possibili conseguenze anche nel Paese vicino.
Più precisamente, in vista del possibile ritorno del nucleare in Italia, è stato stabilito che «il Paese in cui si verifica un incidente si impegna a notificarne immediatamente all'altro la natura, il momento e la localizzazione». Inoltre Italia e Slovenia si sono impegnate a collaborare per trovare le contromisure più efficaci in caso di un allarme radioattivo.
«Si tratta di un accordo analogo a quello già sottoscritto con la Francia», ha spiegato Stefania Prestigiacomo, che ha aggiunto che «altri ne seguiranno con Austria e Stati Uniti. Vogliamo tornare in maniera attiva nel nucleare e quindi avere informazioni certe e precise in caso di emergenza appare importante».
Nessun accordo invece sul raddoppio della centrale nucleare slovena di Krško. L'Enel e la Regione Friuli Venezia Giulia avevano inizialmente mostrato interesse al progetto del secondo reattore, ma la Slovenia preferisce procedere in autonomia: «Noi su Krško andiamo avanti da soli. Non c'è nessuna necessità della partecipazione italiana, anche perché su un eventuale raddoppio i tempi sono ancora lunghi», ha spiegato Žarnic. Non parteciperà al progetto neanche la Croazia, che divide al 50% con la Slovenia il reattore attualmente in attività.
(Nessum commento.)



