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26-05-2010

Ricerca sulla fusione: non solo ITER



Ricerca sulla fusione: non solo ITER

Il progetto internazionale ITER (International Thermonuclear Experimental Reactor) per la costruzione del primo reattore a fusione nucleare ha bisogno di più soldi: li chiede la Commissione Europea. Però la Germania, la prima potenza economica europea, non ci sta: il ministro della ricerca, la cristiano-democratica Annette Schavan, ha preso le distanze dal progetto proprio a causa dell'aumento dei costi.

In questo quadro di incertezza riemerge l'interesse per gli altri progetti internazionali di ricerca sulla fusione nucleare, a partire dall'italo-russo Ignitor (nella foto un progetto).

Il progetto Ignitor, nato da un'idea di Bruno Coppi, professore di fisica al Massachusetts Institute of Technology, è stato oggetto di un accordo fra Italia e Russia nell'aprile 2010. Si basa su una tecnica analoga a quella di ITER, ma su scala ridotta (e quindi potenzialmente con tempi più brevi): sarà grande solo un sesto di ITER, e sperimenterà le condizioni necessarie per produrre una reazione a catena di fusione nucleare autosostenuta. «Con Ignitor osserveremo rapidamente il comportamento del plasma, e potremo così regolarci su come procedere eventualmente con ITER o con altri reattori», ha spiegato Roscoe White, ricercatore del Princeton Plasma Physics Laboratory.

Se Ignitor è un progetto preliminare per valutare l'eventualità di proseguire o meno con ITER, un'alternativa a più lungo termine viene da un altro progetto internazionale, in questo caso esclusivamente europeo: si chiama High Power Laser Energy Research (Hiper) e si basa su una tecnica diversa rispetto a ITER. Il gas di deuterio e trizio che costituisce il combustibile del reattore viene infatti bombardato dal laser in due fasi successive: la prima per comprimerlo e la seconda, più potente, per portarlo alle temperature altissime necessarie per la fusione.

Secondo François Amiranoff, direttore del Laboratoire pour l'Utilisation des Lasers Intenses francese e coordinatore del progetto Hiper, «la combinazione di due tipi di laser permette di arrivare all'innesco in modo più rapido e soprattutto economico»: il budget definitivo del progetto non potrà superare il miliardo di euro, appena un decimo di ITER.

Paolo Gangemi



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