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ITALIA - Commenti



26-05-2010

L’Italia non riparte da zero



L’Italia non riparte da zero

Tornando al nucleare l'Italia non riparte da zero: molte società, a partire dall'Enel, hanno continuato a lavorare al nucleare all'estero anche dopo il referendum del 1987.

Lo ha spiegato Braccio Oddi Baglioni, presidente dell'OICE, l'Associazione di Confindustria che rappresenta le organizzazioni italiane di ingegneria, architettura e consulenza tecnico-economica, alla conferenza di presentazione del forum "Climate Change and a new Energy Balance in Europe: the Engineering Challenge", che si terrà il 28 maggio a Roma.

Per Oddi Baglioni «alcune nostre società, grazie al lavoro compiuto all'estero, non hanno mai abbandonato completamente il settore». Anche se «alcune tecnologie dovremo obbligatoriamente comprarle da chi in questi anni le ha messe a punto», bisogna evitare «la colonizzazione delle aziende straniere».

L'OICE può contribuire «mettendo a disposizione personale altamente qualificato sia dal punto di vista tecnico sia per la gestione del programma attraverso la cultura del project management: le imprese lavoreranno insieme in un processo che serve a ridare alla nostra ingegneria in questo campo lo stesso livello d'eccellenza che ha in altri settori».

Anche le istituzioni devono fare però la loro parte: «il Governo deve essere giustamente attento che l'industria italiana abbia un ruolo importante in questo programma per sviluppare un proprio know how, necessario per potersi poi imporre sui mercati esteri».

Secondo Oddi Baglioni «il problema del piano energetico nazionale deve essere interpretato con una mentalità nuova e non più condizionata da logori schemi politici. La scelta dell'abbandono dell'opzione nucleare derivata dallo choc psicologico di Cernobyl, ci ha costretto per oltre vent'anni ad un costo dell'energia, sia in termini puramente monetari che di inquinamento ambientale, di cui è stata sottovalutata la portata».

La strada da percorrere è perciò quella del mix energetico: «Le società di ingegneria associate all'Oice condividono la strada indicata dal governo per un mix ottimale delle risorse: rinnovabile e nucleare devono diventare complementari».



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