Subscribe RSS feed diminuisci grandezza del testo aumenta grandezza del testo




NuclearNews
NEWS
Esperto Risponde

Categorie




Interventi Recenti




Ultimi Documenti inseriti



- Centrali nucleari in servizio e in costruzione (aprile 2014)

- Le emissioni delle fonti di energia

- L'energia nucleare in Europa, 2010-2050

- Le previsioni per il sistema energetico europeo fino al 2050

- Le centrali non aumentano i rischi di leucemia: studio canadese

- Fukushima: quali danni alla salute della popolazione?

- Gestione delle scorie: il nuovo programma degli Stati Uniti

- Le previsioni al 2050 dell'Iaea

- World Energy Outlook 2012 (IEA)

- Il Rapporto 2011 dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Iaea)

- Le previsioni della Exxonmobil per il sistema energetico fino al 2040

- Le previsioni della BP per il sistema energetico fino al 2030

- L'energia nucleare dopo Fukushima: documento del World Energy Council

- Centrali nucleari e leucemie: nessun legame



Video del mese


Le centrali nucleari di carloalessi




EnerBlog

News



MONDO - Uranio e combustibile



27-05-2010

La febbre dell’uranio



La febbre dell’uranio

Il rinascimento nucleare in corso ha portato con sé naturalmente un nuovo interesse per l'industria mineraria dell'uranio: i principali paesi produttori considerano strategie a lungo termine, altri (come gli Stati Uniti e la Spagna) stanno pensando di rilanciare la propria produzione, e infine altri Paesi vogliono indagare le proprie riserve.

Per esempio la Bolivia ha deciso di investire 400.000 euro per esplorare le risorse di uranio nella regione di Potosí (Centro-sud del Paese): «Abbiamo dei vecchi studi del 1970, che però non rivelano l'entità delle riserve», ha spigato Hugo Delgado, capo della Sergeotecmin, l'ente incaricato degli studi geologici.

Ha mosso i primi passi in questa direzione anche un paese molto meno ricco di risorse minerarie: la Tanzania, che ha deciso di costruire una centrale nucleare e di avviare un programma minerario dell'uranio. La strada però è ancora lunga: esperti della Tanzania Atomic Energy Commission hanno spiegato che è necessaria ancora una lunga preparazione prima che il Paese possa procedere all'estrazione di uranio.

Sulla costa opposta dell'Africa, la Namibia sta espandendo la propria industria dell'uranio, che già la vede ai primi posti mondiali: la società mineraria namibiana Epangelo Mining ha firmato un accordo con la russa AtomRedMetZoloto (ARMZ) per collaborare nelle fasi dell'esplorazione, dell'estrazione e della lavorazione dell'uranio.

«Questo accordo apre la strada a nuove opportunità per entrambi i Paesi. Siamo pronti, insieme alla Namibia, a localizzare i giacimenti, sviluppare le miniere e contribuire all'industria mineraria della Namibia con la formazione del personale e il trattamento dell'uranio», ha dichiarato Vadim Zhivov, direttore generale dell'ARMZ.

Anche il Canada, uno dei tre principali produttori mondiali insieme all'Australia e al Kazakistan, sta cercando di valorizzare le proprie riserve di uranio. La società canadese Fission Energy, in joint venture con il consorzio coreano Kepco, ha rivelato il 29 aprile di aver individuato giacimenti molto promettenti nella zona del lago Waterbury, all'interno della più vasta regione uranifera dell'Athabasca Basin (Sasketchewan, Canada centro-occidentale). La stessa joint venture sta esplorando intanto altri 11 pozzi nella stessa regione.

Paolo Gangemi



Back to top Torna su


(Nessum commento.)



Lascia un commento:


Non incollare nella finestra del commento testo proveniente da altre applicazioni.
Non inserire codice HTML e/o link (URL). Il commento non può essere più lungo di 2000 caratteri.

Nome: *
E-mail:
(non verrà mostrato sul sito)
*
Commento: *

Inserisci il codice:

security image
 


Back to top Torna su