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MONDO - Uranio e combustibile
27-05-2010
La febbre dell’uranio

Il rinascimento nucleare in corso ha portato con sé naturalmente un nuovo interesse per l'industria mineraria dell'uranio: i principali paesi produttori considerano strategie a lungo termine, altri (come gli Stati Uniti e la Spagna) stanno pensando di rilanciare la propria produzione, e infine altri Paesi vogliono indagare le proprie riserve.
Per esempio la Bolivia ha deciso di investire 400.000 euro per esplorare le risorse di uranio nella regione di Potosí (Centro-sud del Paese): «Abbiamo dei vecchi studi del 1970, che però non rivelano l'entità delle riserve», ha spigato Hugo Delgado, capo della Sergeotecmin, l'ente incaricato degli studi geologici.
Ha mosso i primi passi in questa direzione anche un paese molto meno ricco di risorse minerarie: la Tanzania, che ha deciso di costruire una centrale nucleare e di avviare un programma minerario dell'uranio. La strada però è ancora lunga: esperti della Tanzania Atomic Energy Commission hanno spiegato che è necessaria ancora una lunga preparazione prima che il Paese possa procedere all'estrazione di uranio.
Sulla costa opposta dell'Africa, la Namibia sta espandendo la propria industria dell'uranio, che già la vede ai primi posti mondiali: la società mineraria namibiana Epangelo Mining ha firmato un accordo con la russa AtomRedMetZoloto (ARMZ) per collaborare nelle fasi dell'esplorazione, dell'estrazione e della lavorazione dell'uranio.
«Questo accordo apre la strada a nuove opportunità per entrambi i Paesi. Siamo pronti, insieme alla Namibia, a localizzare i giacimenti, sviluppare le miniere e contribuire all'industria mineraria della Namibia con la formazione del personale e il trattamento dell'uranio», ha dichiarato Vadim Zhivov, direttore generale dell'ARMZ.
Anche il Canada, uno dei tre principali produttori mondiali insieme all'Australia e al Kazakistan, sta cercando di valorizzare le proprie riserve di uranio. La società canadese Fission Energy, in joint venture con il consorzio coreano Kepco, ha rivelato il 29 aprile di aver individuato giacimenti molto promettenti nella zona del lago Waterbury, all'interno della più vasta regione uranifera dell'Athabasca Basin (Sasketchewan, Canada centro-occidentale). La stessa joint venture sta esplorando intanto altri 11 pozzi nella stessa regione.
Paolo Gangemi
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