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04-02-2011

Usa: le mosse dei singoli Stati



Usa: le mosse dei singoli Stati

Mentre a livello federale il presidente Barack Obama propone l'energia nucleare come fonte pulita e stanzia fondi in favore della costruzione di nuove centrali, anche a livello dei singoli Stati qualcosa si sta muovendo.

La decisione più recente è quella del Minnesota (dove sono in attività 3 reattori, che forniscono il 23% dell'elettricità): il Senato dello Stato ha approvato un provvedimento per ritirare il bando sulla costruzione di nuove centrali, in vigore da 17 anni. La proposta ha avuto 50 voti a favore e 14 contrari, e dovrà ora passare alla Camera.

L'esempio potrebbe essere seguito presto dal Kentucky, dove è in discussione la cancellazione di un'analoga moratoria, in vigore dal 1984: la Commissione energia e risorse naturali del Senato si è espressa a favore dell'abolizione, aprendo la strada alla votazione ufficiale.

Anche in altri Stati la discussione è in corso: nello Utah il governatore Gary Herbert, pur ritenendo improbabile la costruzione di una centrale nucleare nel territorio statale, ha chiesto di «considerare questa eventualità senza timori». Nello Stato di New York, dove sono già in funzione 6 reattori, il deputato federale Chris Gibson si sta adoperando per la costruzione di una centrale e un impianto di riprocessamento delle scorie nel suo collegio elettorale (a nord della città di New York).

Vari altri Stati stanno valutando l'opzione dei minireattori, giudicati più adatti a soddisfare il fabbisogno di popolazioni poco numerose. È il caso dell'Alaska, uno degli Stati meno popolosi: uno studio commissionato dall'Alaska Energy Authority e condotto dalla University of Alaska ha concluso che i piccoli reattori «possono avere senza dubbio un'applicazione in Alaska». Nell'Iowa (che ha già una centrale) il progetto è sostenuto dalla società locale MidAmerican Energy Company, che l'ha sottoposto a una commissione legislativa. In South Carolina i minireattori potrebbero essere installati accanto a uno dei 7 reattori "tradizionali" già esistenti: l'idea piace a Eric Loewen, ingegnere capo della GE-Hitachi, secondo cui il piccolo Stato potrebbe acquisire un ruolo di guida a livello mondiale in questo campo.

Oltrepassando la frontiera, infine, l'idea dei piccoli reattori piace anche alla provincia canadese del Saskatchewan: in questo caso è stato lo stesso governatore della provincia, Brad Wall, a proporla come mezzo per ridurre la produzione di elettricità da combustibili fossili.

Paolo Gangemi



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