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Il rinascimento nucleare è iniziato, e lo guida la Cina
MONDO - Energia
31-05-2010
La corsa al nucleare dell’America Latina

È l'Asia a trainare la rinascita nucleare, ma in tutto il mondo i Paesi in via di sviluppo guardano in questa direzione: anche in America Latina, e in particolare nei due Paesi più popolosi, Brasile e Messico.
Il Brasile, che già dispone di due reattori ad Angra dos Reis (Sud del Paese) vuole 8 nuove centrali entro il 2030, di cui 3 pronte già nel 2020. La prima di queste, già in costruzione sempre ad Angra, sarà pronta nel 2015 e avrà una potenza di 1350 MW, come quella di Angra II. Le centrali successive invece sorgeranno secondo i progetti nel Nord-est del Paese: sono in lizza gli Stati di Pernambuco, Alagoas, Sergipe e Bahia.
«Il Brasile sta cercando di diversificare in tempi brevi il suo mix energetico, per esempio con il nucleare e l'eolico. Il Paese ha bisogno di aumentare notevolmente la produzione di energia a causa della rapidissima crescita della domanda», ha spiegato Helder Queiroz, specialista di energia all'Universidade Federal do Rio de Janeiro.
È simile la situazione del Messico, che ha due reattori in attività e sta pensando di costruirne altre 10 entro il 2028. Il presidente Felipe Calderón ha fatto della lotta al riscaldamento globale una priorità nazionale: la quota di energia da fonti a basse emissioni di anidride carbonica dovrà passare dall'attuale 27% al 35%.
La Comisión Federal de Electricidad (CFE), che ha sempre preso decisioni in base al criterio dei costi minimi per l'elettricità, ha aggiunto così ora anche il parametro dell'ecosostenibilità: «Per la prima volta la CFE prende in considerazione la nostra strategia energetica nazionale nel determinare il mix energetico», ha affermato il ministro dell'energia Georgina Kessel.
Perciò la CFE ha elaborato diversi scenari, il più incisivo dei quali prevede che nel 2028 il nucleare da solo fornirà il 25% dell'elettricità nazionale: in questo modo il totale delle emissioni di anidride carbonica resterà invariato rispetto al 2008, nonostante la forte crescita prevista della domanda di energia.
Anche l'Argentina, l'unico altro Stato dell'America Latina ad avere centrali nucleari in attività, ne sta costruendo una terza e recentemente ha firmato un accordo con la Russia per la collaborazione nell'uso pacifico dell'energia nucleare. In particolare l'intesa riguarda la consulenza tecnica e la possibilità di usare in Argentina reattori basati sul modello russo VVER.
Questo accordo fa parte della strategia russa di espansione in America Latina: altri accordi sono stati firmati con i Paesi sudamericani considerati più "amici": il Venezuela di Hugo Chavez e la Bolivia di Evo Morales.
Paolo Gangemi
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