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ITALIA - Formazione/comunicazione
07-02-2011
Nucleare e rinnovabili: amici o nemici?
Nell'immaginario collettivo l'energia nucleare e le fonti rinnovabili sono considerate ai poli opposti. Molti esperti, però, ne sottolineano la complementarità, oltre alla caratteristica comune di emettere scarsissime quantità di gas serra.
Per chiarire questi aspetti, Confindustria Piemonte ha organizzato a Torino il 4 febbraio il convegno "Energia nucleare e fonti rinnovabili: incompatibilità o convergenza? Europa, Italia, Piemonte: l'energia come motore di crescita". L'iniziativa si proponeva di «affrontare il tema in maniera ragionata, efficace ed equa, allontanando azioni e politiche che rischiano di essere dettate dal desiderio di dare sicurezza alle irrazionali paure della pubblica opinione».
Cesare Boffa, professore del Politecnico di Torino e presidente della Federazione italiana per l'uso razionale dell'energia (Fire), si è concentrato sullo sviluppo previsto delle fonti rinnovabili in Italia, «fra utopia e realtà»: il ritmo di crescita attuale, legato in buona parte agli incentivi, non potrà continuare nei prossimi 20 anni.
Per Alessandro Clerici, presidente onorario del World Energy Council Italia e coordinatore della Task Force Energy Efficiency di Confindustria, «tutte le risorse energetiche e tutte le tecnologie debbono essere considerate; nessuna deve essere demonizzata o idolatrata». In Europa, infatti, «è impossibile raggiungere gli obiettivi di lungo periodo per le emissioni di anidride carbonica e avere sicurezza degli approvvigionamenti con le sole rinnovabili, considerando anche la sostituzione delle vecchie centrali di base». Perciò «l'efficienza energetica e l'opzione nucleare non possono essere trascurate».
Carlo Corazza, direttore della rappresentanza a Milano della Commissione Europea, ha passato in rassegna le politiche europee: la scelta dell'opzione nucleare è lasciata ai singoli Paesi, ma anche in questo campo, come per le fonti rinnovabili, l'efficienza energetica e il trasporto sostenibile, è importante proseguire con decisione sulla strada di un'integrazione europea a livello di regole e di mercato.
Giancarlo Aquilanti, responsabile Area tecnica nucleare di Enel, ha illustrato l'esperienza della sua azienda che da un lato, con Enel Green Power, punta sulle fonti rinnovabili in Italia e nel mondo; dall'altro partecipa alle centrali nucleari in Francia, Spagna, Russia, Slovacchia e Romania ed è in prima fila nel proporsi per le prossime centrali italiane.
Infine Dan Gabriel Cacuci, professore di ingegneria nucleare ed ex direttore scientifico per l'energia nucleare civile della Commissione per le energie nucleari e alternative della Francia, ha portato l'esempio della Germania, Paese all'avanguardia in campo ambientalista, che usa l'energia nucleare per compensare la produzione intermittente di elettricità da fonti rinnovabili.
In conclusione, energia nucleare e fonti rinnovabili sono da considerare due dei pilastri fondamentali per ridurre, e in prospettiva azzerare, le emissioni di gas serra.
Commenti (2). Pagina 1 di 1
La redazione | 5:29pm - Tuesday, 8 February 2011 |
Il backup si fa con l'energia di base più economica, che può avere varie origini. A questo proposito il gas è una specificità tutta italiana, mentre in Germania si usano appunto il nucleare e il carbone. A questo si riferiva Cacuci quando ha affermato che "Germany uses now NE to compensate time-varying production from renewables". | |
AleD | 12:28pm - Tuesday, 8 February 2011 |
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