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ITALIA - Formazione/comunicazione



08-02-2011

Decommissioning non vuol dire solo smantellare, ma anche creare conoscenza



Decommissioning non vuol dire solo smantellare, ma anche creare conoscenza

«Decommissioning non vuol dire solo smantellare, ma anche creare conoscenza, competenza e professionalità da trasmettere». Lo ha affermato il 7 febbraio Giuseppe Nucci, amministratore delegato della Sogin Giuseppe Nucci, in occasione dell'inaugurazione dei corsi 2011 nella Scuola di formazione radioprotezione e sicurezza della Sogin.

La scuola, fondata nel 2008 all'interno dell'ex centrale di Caorso, secondo il comunicato della società costituisce «per le attività di decommissioning una realtà confrontabile con le migliori best practice internazionali».

Gli obiettivi dichiarati della scuola sono: assicurare lo sviluppo, la diffusione e il consolidamento della cultura della sicurezza; allineare la formazione nei settori della radioprotezione e della sicurezza nucleare alle migliori esperienze europee e internazionali; costituire un punto di riferimento nell'ambito delle comunità nazionale e internazionale di settore.

Dal 2008 si sono alternati come docenti 70 esperti della Sogin, che in 30.000 ore di lezione hanno formato circa 900 tecnici appartenenti a varie categorie: esperti qualificati o aspiranti tali, capi cantiere, responsabili di progetto e progettisti, personale che opera o sarà chiamato a operare negli impianti della Sogin, persoale di altri enti legati alla radioprotezione (Arpa, Asl, prefetture, vigili del fuoco, forze armate, protezione civile).

Inoltre, su richiesta, sono previste anche visite guidate all'ex centrale nucleare di Caorso, per osservare dal vivo gli strumenti e le apparecchiature usati per garantire la sicurezza dei lavoratori e dell'ambiente.

Nucci ha anche illustrato i progetti per il futuro della scuola: da un lato una maggiore integrazione con il mondo universitario e con i centri di formazione internazionali; dall'altro, già a partire dal 2011, un'attenzione anche alla sicurezza convenzionale, cioè agli aspetti non strettamente connessi con la specificità degli impianti nucleari.

«Siamo impegnati a fare della scuola di Caorso un punto di eccellenza a livello nazionale, capace di dialogare con i migliori centri internazionali di settore», ha aggiunto Nucci.



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