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MONDO - Commenti
10-02-2011
Anche Chu è un sostenitore dei piccoli reattori modulari
Sembra che per i piccoli reattori modulari sia proprio arrivato il momento di gloria. Alla folta schiera di sostenitori, numerosa soprattutto negli Stati Uniti, si è aggiunta una personalità prestigiosa: Steven Chu, premio Nobel per la fisica nel 1997 e oggi segretario dell'energia degli Stati Uniti, fortemente voluto dal presidente Barack Obama.
«Sono un grande sostenitore dei piccoli reattori modulari», ha dichiarato Chu nel corso di una conferenza stampa a Washington, organizzata dal Dipartimento dell'energia per discutere la politica energetica di Obama. Chu ha elencato diversi motivi a sostegno della sua posizione: costi più bassi rispetto ai grandi reattori, infrastrutture più "leggere" e maggiore sicurezza, grazie alla possibilità di prefabbricarli.
Infine, è una tecnologia grazie alla quale gli Stati Uniti potrebbero riacquistare la supremazia a livello globale, che avevano all'inizio dell'era nucleare ma che ora appartiene ad altri Paesi: Francia, Giappone, Corea del Sud e fra poco, secondo Chu, anche la Cina.
Negli Stati Uniti infatti già 6 società stanno lavorando a progetti di reattori modulari: accanto a colossi come la Westinghouse, la General Electric-Hitachi e la Babcock & Wilcox ci sono piccole società come NuScale, Hyperion e Intellectual Ventures, che è giovane ma ha l'appoggio della TerraPower di Bill Gates.
Secondo Per Peterson, docente di ingegneria nucleare all'Univserità della California a Berkeley, i piccoli reattori potrebbero sbloccare il rinascimento nucleare che negli Stati Uniti ancora stenta a decollare: ridurrebbero i rischi finanziari legati alla costruzione di una centrale, eliminando uno degli aspetti che ancora preoccupano molte aziende.
Eric Loewen, presidente dell'American Nuclear Society, ha aggiunto che i piccoli reattori sarebbero ideali per le zone poco popolate. Le sue affermazioni non sono isolate: vari Stati, soprattutto quelli con un popolazione poco numerosa, stanno valutando l'opportunità di ricorrere a questa nuova tecnologia. È il caso per esempio dell'Iowa e dell'Alaska, ma anche del South Carolina, che con 7 reattori "normali" già in attività è uno degli Stati a più alta densità nucleare di tutti gli Stati Uniti. Al di là del confine, la stessa idea è stata proposta anche nella provincia canadese del Saskatchewan.
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