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MONDO - Uranio e combustibile
10-02-2011
Il club dell’uranio

È un momento di grande dinamismo per il mercato dell'uranio: in vista di una forte crescita a livello globale dell'industria nucleare, le società minerarie si stanno muovendo per esplorare nuovi giacimenti, incrementare la produzione nelle proprie miniere o acquisire altre società.
A livello di Paesi, un ruolo da protagonista spetta al Kazakistan, che nel 2009 era diventato il primo produttore mondiale e ora ha fatto registrare un ulteriore aumento della produzione: nel 2010 sono state estratte 17.803, il 30% in più rispetto alle 14.020 tonnellate del 2009, e quasi il doppio del dato del 2008.
Il Ghana, uno dei Paesi africani che sta valutando l'opportunità di avviare un programma nucleare, potrebbe lanciarlo con le risorse di uranio che secondo alcuni studi si troverebbero nella regione del fiume Volta, vicino alla città di Keta.
Negli Stati Uniti, la Virginia Uranium vuole riprendere dopo quasi 30 anni le attività di estrazione nel Sud della Virginia: un giacimento valutato in 54.000 tonnellate, per un valore compreso fra 5 e 7 milioni di euro. È stato avviato perciò un primo studio sugli impatti ambientali, i cui risultati sono previsti per la fine del 2011.
Inoltre la società australiana Peninsula Energy ha annunciato una nuova stima delle riserve di uranio nel giacimento di Lance, nello Wyoming (Stati Uniti occidentali): il totale è di 15.000 tonnellate, il 31% in più rispetto alla valutazione precedente. Sempre nello Wyoming, alla fine del 2010, la Nuclear Regulatory Commission Americana ha concesso alla Uranium One l'autorizzazione a procedere con i lavori di scavo nella miniera di Moore Ranch. È la prima nuova miniera a ottenere una licenza dal 1998. Sempre alla fine del 2010 erano iniziate, nel Texas, le attività di estrazione nella miniera di Palangana.
Anche in Europa l'attività ferve: in Spagna, la società australiana Berkeley Resources è ricorsa a un aumento di capitale per avviare l'esplorazione del giacimento di Saelices el Chico, nella zona di Salamanca, dove possiede già altre miniere. Intanto la canadese Cameco ha firmato due accordi con la finlandese Talvivaara Mining per l'acquisto dell'uranio estratto come sottoprodotto dalla miniera di nichel e zinco a Sotkamo (Finlandia centrale): la produzione stimata è di 350 tonnellate all'anno.
La giapponese Itochu si è aggiudicata un contratto di 10 anni con l'uzbeka Navoi Mining and Metallurgical Combine per l'acquisto di uranio «su larga scala». La società australiana Marenica Energy, in seguito a uno studio di fattibilità condotto nel 2010, ha esteso le proprie attività minerarie in Namibia (Africa sudoccidentale), uno dei Paesi con il più grande potenziale di sviluppo nel settore.
È in controtendenza la società canadese Denison Mines, che ha previsto per il 2011 un calo della produzione del 17% rispetto al 2010 nelle sue miniere negli Stati Uniti e in Canada: 544.000 tonnellate contro le 635.000 del 2010.
Paolo Gangemi
(Nessum commento.)



