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14-02-2011

Berna dice sì alla nuova centrale



Berna dice sì alla nuova centrale

I cittadini del Cantone di Berna hanno espresso la loro approvazione per la costruzione della nuova centrale di Mühleberg, a 15 chilometri dalla capitale svizzera, in sostituzione di quella esistente.

Il 13 febbraio un referendum consultivo, quindi non vincolante, ha visto infatti una maggioranza dei voti a favore della centrale, sia pure con un margine ristretto (51,2%). I "sì" hanno vinto in 8 circondari su 10: solo a Berna città e a Bienne i contrari sono stati in maggioranza. Nel comune di Mühleberg, il più direttamente interessato, ha votato a favore il 61% dei votanti. L'esito della consultazione sconfessa il governo del cantone, che si era schierato contro la nuova centrale.

La centrale di Mühleberg, inaugurata nel 1971, ha un reattore ad acqua bollente da 372 MW, che andrà in pensione nel 2022. L'idoneità della nuova centrale, insieme a quella delle altre due proposte per i siti di Beznau e Niederamt, è stata concessa dall'Ispettorato federale della sicurezza nucleare nel novembre 2010. In tutto, i 5 reattori attualmente in attività in Svizzera forniscono il 40% dell'elettricità nazionale.

In un altro referendum consultivo, tenuto lo stesso giorno, la popolazione del cantone di Nidwalden ha votato a larga maggioranza contro l'eventualità di costruire un deposito di scorie nucleari nel cantone, precisamente a Wellenberg.

Wellenberg è una delle sei località preselezionate dal governo come possibili siti di un deposito di scorie. Indipendentemente dall'esito del referendum (comunque non vincolante) è secondo gli esperti quello che ha le minori probabilità di essere scelto al momento della decisione definitiva (che arriverà non prima del 2017).

La Svizzera, che si vanta di essere una delle migliori approssimazioni di "democrazia diretta" e non rappresentativa, ricorre largamente all'istituto referendario, e questo vale anche nel caso dell'energia nucleare.

Il primo voto risale al 1957, quando i cittadini hanno votato a favore della possibilità di costruire centrali sul territorio nazionale. Fra il 1979 e il 1984, tre referendum che chiedevano la chiusura delle centrali sono stati respinti. Nel 1990 è stata invece approvata una moratoria di 10 anni sulla costruzione di nuove centrali. Nel 2003 invece sono state bocciate due proposte, una per una nuova moratoria e una per la chiusura delle centrali esistenti.

Paolo Gangemi



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