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MONDO - Politica
15-02-2011
Egitto: non subirà modifiche il programma nucleare

Né i grandi cambiamenti in corso in Egitto né la precaria situazione politica avranno conseguenze sul programma nucleare nazionale. Lo ha dichiarato il primo ministro Ahmed Shafiq (nella foto): «È un progetto di dimensioni talmente grandi che non credo sarà toccato».
Al massimo, se l'instabilità dovesse perdurare, Shafiq ipotizza la possibilità che si verifichino dei ritardi sulla tabella di marcia. Il programma nucleare egiziano, avviato nel 2007 in seguito a uno studio di fattibilità realizzato nel 2006, prevede l'entrata in attività della prima centrale nel 2019, a cui ne seguiranno altre tre entro il 2025.
Finora, l'iter del programma ha rispettato le scadenze: nel marzo 2010 è stata approvata la legge quadro sul nucleare, che stabilisce le regole per gli impianti e tutte le attività correlate. Nel giugno 2010 l'Autorità nucleare egiziana ha formato un contratto da 118 milioni di euro con la società australiana Worley Parsons, che avrà la responsabilità di scegliere i tipi di reattori e i siti per le centrali. Inoltre si incaricherà della formazione del personale egiziano e del supporto tecnico. Parallelamente, l'Egitto ha firmato un accordo con la Russia per l'addestramento di un contingente di tecnici nucleari a Mosca.
Nell'agosto 2010 poi è stato scelto il sito della prima centrale: sorgerà ad al-Dabaa, sulla costa mediterranea a circa 200 chilometri a nord-ovest del Cairo. Il costo totale stimato della centrale è 1,3 miliardi di euro.
(Nessum commento.)



