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MONDO - Ricerca
16-02-2011
Centrali più longeve o più produttive con nuovo acciaio russo

Le centrali nucleari potranno restare in attività per 100 anni e anche oltre, anziché i 40 anni previsti per i reattori tradizionali o i 60 di quelli di nuova generazione. In alternativa, i reattori potranno avere una durata di 60-80 anni, aumentando però la produzione di energia del 30-40%.
Il grande progresso potrebbe essere possibile grazie a un nuovo tipo di acciaio messo a punto da scienziati russi con l'uso di nanotecnologie dei materiali. Inoltre, il nuovo materiale potrebbe essere usato per la costruzione di imbarcazioni a propulsione nucleare di migliore qualità.
La società russa Novolipetsk Steel, una delle più importanti del mondo, sta portando avanti ricerche di nanotecnologie dell'acciaio da oltre 10 anni nel gigantesco impianto di Lipetsk (circa 500 km a sud-est di Mosca).
Il nuovo ritrovato potrebbe dare una soluzione a uno dei problemi storici dell'industria nucleare: la corrosione dei materiali di cui sono fatti i reattori. Finora, infatti, aumentando la resistenza all'usura dei materiali si diminuiva la robustezza, e viceversa. E questo valeva anche per l'acciaio inossidabile e le leghe a base di nichel usate nei reattori nucleari per la loro resistenza relativamente alta. Invece grazie alle nanotecnologie è ora possibile aumentare contemporaneamente sia la robustezza sia la resistenza all'usura.
Le ricerche sulle nanotecnologie dell'acciaio possono essere applicate anche ad altri settori dell'ingegneria: per esempio quella automobilistica.
Paolo Gangemi
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