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16-02-2011

Usa: impatto ambientale ok per impianto di riprocessamento



Usa: impatto ambientale ok per impianto di riprocessamento

L'impianto di riprocessamento dell'uranio progettato a Eagle Rock, nell'Idaho (nord-ovest degli Stati Uniti) non avrà impatti ambientali significativi: lo ha stabilito la Nuclear Regulatory Commission (NRC) americana il 14 febbraio.

La NRC ha preso in considerazione i possibili impatti sul paesaggio, sulle risorse naturali, storiche e culturali, sulla qualità dell'aria, sul terreno, sull'inquinamento acustico, sulle infrastrutture e sulla salute della popolazione, derivanti dai lavori preliminari, dalla costruzione, dalla gestione e dallo smantellamento dell'impianto.

La conclusione è stata favorevole: «Gli impatti ambientali dovuti all'impianto dovrebbero essere in generale modesti», secondo la NRC, che ha quindi «raccomandato di concedere la licenza per la sua costruzione».

I lavori sono stati affidati alla società francese Areva, che proprio per questo progetto si era aggiudicata nel maggio 2010 un prestito garantito coperto dai fondi federali americani per il nuovo programma nucleare voluto dal presidente Barack Obama.

Il prestito, di 2 miliardi di dollari (1,6 miliardi di euro), copre più della metà dei 3,3 miliardi di dollari (2,6 miliardi di euro) che il Dipartimento dell'energia Americano ha stimato come costo totale dell'operazione, e servirà ad aiutare l'Areva a trovare investimenti privati.

«Con il parere favorevole della NRC sull'impatto ambientale, l'impianto di Eagle Rock continua la sua marcia verso l'approvazione definitiva. In base ai progressi registrati finora, siamo fiduciosi di poterla ricevere entro la fine dell'anno», ha dichiarato Sam Shakir, presidente di Areva Enrichment Services.

In questo caso, la costruzione potrebbe iniziare già alla fine del 2011. Secondo il progetto l'impianto dovrebbe essere completato nel 2017, ma già nel 2014 potrebbe iniziare l'attività. Il modello sarà lo stesso dell'impianto Georges Besse II di Tricastin (Francia), inaugurato nel 2009 e gestito anch'esso dall'Areva.



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