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MONDO - Politica
17-02-2011
Le centrali spagnole potranno durare più di 40 anni

La Spagna ha deciso di eliminare la soglia dei 40 anni come durata massima per l'attività delle centrali nucleari. L'approvazione della Camera è arrivata il 15 febbraio, dopo il parere favorevole del Senato.
Quasi tutti i partiti hanno votato a favore: i socialisti di Zapatero, il Partito Popolare di centro-destra e i movimenti autonomisti basco e catalano. In tutto i voti a favore sono stati 334, contro 10 contrari della minoranza di sinistra all'opposizione.
La proroga delle centrali, anche oltre i 40 anni, sarà stabilita da ora in poi dal Consejo de Seguridad Nuclear, sulla base di controlli e requisiti tecnici, indipendentemente dall'età dell'impianto.
Non è chiaro se la norma si dovrà applicare anche alla centrale di Garoña (Castiglia settentrionale), la cui chiusura dopo 42 anni è programmata per l'aprile 2013: sì secondo Josep Antoni Durán Lleida, portavoce del partito autonomista catalano; no per il basco Josu Erkoreka.
L'associazione ambientalista Greenpeace ha criticato la decisione del Parlamento, con una protesta nel corso della quale alcuni attivisti hanno scalato una torre di raffreddamento. «Ci troviamo davanti alla legge per la resurrezione delle centrali nucleari», ha aggiunto Maria Núria Buenaventura, deputata del partito di sinistra Esquerra Republicana. Ha espresso invece soddisfazione Borja Prado, presidente di Endesa, la società elettrica spagnola controllata dall'Enel. D'accordo con lui Eugeni Vives, portavoce della Sociedad Nuclear Española: «Sulle questioni importanti, come l'energia, i partiti stanno trovando l'accordo su cosa è bene per il Paese. È un passo avanti concettualmente molto, molto importante».
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