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ITALIA - Politica



18-02-2011

Approvato il nuovo decreto sui siti



Approvato il nuovo decreto sui siti

Il Consiglio dei ministri ha approvato il 18 febbraio la nuova versione del Decreto legislativo 31/2010 sui siti nucleari, modificato in seguito alla sentenza della Corte Costituzionale del 2 febbraio.

La Consulta, accogliendo il ricorso delle Regioni Toscana, Emilia Romagna e Puglia, aveva dichiarato illegittimo l'articolo 4 del Decreto «nella parte in cui non prevede che la Regione interessata, anteriormente all'intesa con la Conferenza unificata, esprima il proprio parere in ordine al rilascio dell'autorizzazione unica per la costruzione e l'esercizio degli impianti nucleari».

Il nuovo testo recita quindi: «La costruzione e l'esercizio degli impianti nucleari sono considerate attività di preminente interesse statale e come tali soggette ad autorizzazione unica che viene rilasciata, su istanza dell'operatore, previa acquisizione del parere della Regione sul cui territorio insiste l'impianto e dell'intesa con la Conferenza unificata, con decreto del ministro dello sviluppo economico di concerto con il ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, secondo quanto previsto nel presente decreto legislativo. Il parere della Regione, di carattere obbligatorio e non vincolante, è espresso entro il termine di novanta giorni dalla richiesta, decorso il quale si prescinde dalla sua acquisizione e si procede a demandare la questione alla Conferenza unificata».

Oltre all'adeguamento alla decisione della Corte Costituzionale, la nuova stesura ha corretto alcuni «errori materiali e incongruenze», ha specificato meglio i requisiti tecnici richiesti per la costruzione e l'esercizio delle centrali e del parco tecnologico, ha chiarito le procedure della Valutazione ambientale strategica, ha ridefinito le procedure amministrative, la tempistica e i benefici economici per le zone che ospiteranno le centrali.

Infine è stato aggiunto che il Deposito nazionale ospiterà non solo i rifiuti nucleari derivanti dalle vecchie centrali, ma anche da altri impianti nucleari: in questa definizione più ampia rientrano l'Eurex di Saluggia (Vercelli), l'Itrec di Rotondella (Matera) e l'IPU e l'OPEC della Casaccia (Roma).

Il provvedimento dovrà ora passare al Consiglio di Stato, alla Conferenza unificata e alle commissioni parlamentari, per poi tornare al Consiglio dei Ministri per l'approvazione definitiva entro il 23 marzo.



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