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MONDO - Formazione/comunicazione



22-02-2011

Il dibattito alla francese



Il dibattito alla francese

In Francia una legge del 2002 stabilisce l'obbligo di tenere un dibattito pubblico per tutte le grandi opere, cioè per ogni progetto che comporta un forte impatto sociale, economico o ambientale: per esempio le ferrovie ad alta velocità o le centrali nucleari.

L'iniziativa, nata sul modello di normative analoghe in altri Paesi, come il Canada, è stata spiegata a Roma il 22 febbraio da tre rappresentanti di EdF, la società che gestisce tutti i 58 reattori nucleari francesi e si è candidata insieme all'Enel per le prossime centrali italiane.

L'incontro, intitolato "Stakeholder engagement: il dibattito pubblico", si è tenuto presso la sede dell'Enel e si è concentrato i particolare sul dibattito d'attualità in Francia: quello sulla costruzione di un nuovo reattore a Penly (Normandia).

Sulla questione sono stati tenuti 12 incontri tematici, dedicati ad altrettanti aspetti del progetto: dalla sicurezza alle condizioni di lavoro, dai fattori economici a quelli politici. Inoltre sono state discusse le proposte alternative al progetto, in termini di siti o di tipologie.

Come ha spiegato Sophie Roynette, responsabile della comunicazione per la divisione Energia nucleare di EdF, «l'obiettivo del dibattito non è convincere la gente né arrivare a una votazione: è una comunicazione bilaterale per spiegare il progetto, ascoltare le domande del pubblico e rispondere». Perciò le discussioni pubbliche si basano soprattutto su dati e cifre, per fornire informazioni a chi vuole approfondire il tema in modo obiettivo e non trasformare il dibattito in uno scontro ideologico. «La prima regola è la massima trasparenza», ha affermato Joseph Dupuis, direttore del progetto Penly 3, aggiungendo che «il pubblico e la società costruttrice hanno pari dignità, e tutti gli interventi hanno lo stesso tempo a disposizione».

Oltre agli incontri pubblici, il dibattito prevede la possibilità per associazioni, enti o persone interessate di inviare un contributo scritto che, nel rispetto delle più elementari orme di correttezza, viene pubblicato a spese della Commission nationale du débat public. Nel caso di Penly sono stati pubblicati 33 documenti, in maggioranza contrari al progetto.

Infine, un sito internet dedicato è a disposizione per chi voglia inviare domande. Sul portale sono disponibili anche tutti i documenti pubblicati, i filmati delle riunioni pubbliche e la presentazione del progetto da parte della società costruttrice. Alla fine del dibattito la società decide se proseguire il progetto, sulla base di tutti gli elementi emersi.

Secondo Sophie Roynette «il dibattito va calato di volta in volta nel contesto locale, a seconda dei bisogni della popolazione e delle informazioni di cui già dispone», oltre che del tipo di progetto. Per esempio, per il nuovo reattore in costruzione a Flamanville, il primo del modello Epr, il dibattito è stato nazionale, in quanto riguardava un nuovo indirizzo di politica energetica nazionale. Per Penly, invece, si è tornati a un dibattito a livello locale.

Paolo Gangemi



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