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ITALIA - Industria/economia



03-06-2010

Il nucleare conviene? Sì, con il petrolio sopra i 65 dollari al barile



Il nucleare conviene? Sì, con il petrolio sopra i 65 dollari al barile

Sono molti gli appelli a valutare l'opzione dell'energia nucleare in base a parametri oggettivi e non a dogmi ideologici. Ed è proprio quello che hanno fatto gli esperti dell'Associazione Italiana Economisti dell'Energia (AIEE) nel loro rapporto "L'opzione nucleare in Italia: quali prospettive?".

Il risultato è un numero: 65. Il valore si riferisce al costo di un barile di petrolio: se il prezzo del greggio si mantiene al di sopra di questa soglia (pari a 53 euro per 159 litri di petrolio), allora l'energia nucleare in Italia sarà economicamente conveniente. Ed è questa la situazione nel 2010: il costo del barile oscilla fra i 70 e gli 80 dollari. Alla data del 3 giugno 2010 un barile costa 73,77 dollari: quasi 9 dollari al di sopra della soglia. Se invece il prezzo al barile dovesse scendere al di sotto dei 65, allora il nucleare non converrebbe più.

Il rapporto esamina anche altre fonti di energia a combustibili fossili: all'aumentare del prezzo del petrolio, infatti, aumentano anche i costi delle centrali a carbone e a gas. «Della correlazione tra prezzo del petrolio e quello del gas, si sa: più sale il valore del primo, più aumenta il costo del metano», ha spiegato Edgardo Curcio, presidente dell'AIEE, mentre i costi delle centrali nucleari non dipendono dal prezzo del petrolio.

L'AIEE ha perciò stimato i costi delle diverse fonti di energia nel 2020, quantificando in 42 euro per tonnellata di anidride carbonica le tasse sulle emissioni. Con il petrolio a 65 dollari al barile le centrali a gas avranno un costo di 74 euro per MW, contro i 59 del carbone e i 68 del nucleare: solo il carbone sarebbe dunque più economico dell'atomo. Con una previsione del petrolio a 130 dollari al barile, gli stessi 68 euro per MW farebbero dell'energia nucleare la fonte di gran lunga più economica: salirebbero infatti a 130 euro per MW i costi delle centrali a gas e a 101 euro quelle a carbone.

«Se continua il trend rialzista dei prezzi delle fonti e contemporaneamente si rinforzano le politiche europee di prevenzione dei cambiamenti climatici, la redditività di investimenti in nuovi impianti nucleari di terza generazione sul territorio italiano è molto appetibile», conclude il documento.



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