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ITALIA - Commenti
02-03-2011
Nucleare e rinnovabili? Sono complementari, non rivali

L'energia nucleare e le fonti rinnovabili sono viste come poli opposti da buona parte dell'opinione pubblica, ma in realtà non c'è una contrapposizione: anzi, sono fonti di energia complementari, in un'ottica di riduzione delle emissioni di gas serra.
Lo affermano da tempo importanti studiosi dell'energia, e lo ribadisce adesso Paolo Mutti (nella foto), amministratore delegato della Solsonica, una delle principali società italiane nel campo dell'industria fotovoltaica.
In un articolo pubblicato sul quotidiano Milano Finanza, Mutti spiega che le scelte energetiche di un Paese non hanno un colore politico: non devono tenere conto di presupposti ideologici, ma «delle diverse alternative possibili per comporre il mix energetico più adatto che porti a diminuire la dipendenza dalle fonti fossili».
Perciò Mutti si concentra sull'energia nucleare e sulle fonti rinnovabili, fra cui in particolare il fotovoltaico, considerato il settore più adatto alle caratteristiche climatiche italiane, oltre a essere quello «che sta avendo la maggiore crescita e diffusione».
Una centrale nucleare ha «costo di generazione basso, necessità di funzionamento continuo (è quindi adatta a generare la potenza elettrica di base), tempi di realizzazione molto lunghi (dieci anni o più)». Viceversa un impianto fotovoltaico «opera durante il picco di consumo dell'elettricità, è facilmente interrompibile e ha tempi di realizzazione molto brevi, dell'ordine di mesi».
Per quanto riguarda i costi di produzione dell'elettricità, Mutti riconosce che quello del fotovoltaico «è sicuramente superiore al nucleare (sebbene in continua diminuzione)», ma aggiunge che questa differenza è compensata dal fatto che «l'impianto fotovoltaico può essere posto direttamente sul punto di utilizzo dell'elettricità, quindi a valle rispetto ai costi legati alla distribuzione».
«Le caratteristiche del nucleare e del fotovoltaico sono quindi fortemente sinergiche e complementari», conclude Mutti, secondo cui dunque «queste scelte vanno sostenute insieme, senza che l'una venga utilizzata strumentalmente a discapito dell'altra».
Mutti chiede quindi una politica energetica ad ampio raggio: da un lato aumentare gli investimenti nella ricerca nucleare, «per ricostruire il know-how necessario»; dall'altro mantenere gli incentivi al fotovoltaico, «soprattutto quando viene utilizzato in regime di autoconsumo e di scambio sul posto».
(Nessum commento.)



