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ITALIA - Sicurezza
03-03-2011
Veronesi: garantirò la sicurezza delle centrali

Come presidente dell'Agenzia per la sicurezza nucleare, sarà Umberto Veronesi a garantire la sicurezza delle prossime centrali italiane. Lo ha confermato lo stesso oncologo in un'intervista alla Stampa: «Come oncologo conosco molto bene le radiazioni e i modi per proteggere i pazienti. Voglio dedicare i prossimi anni ad assicurare i cittadini che non corrono rischi».
La priorità di Veronesi sarà la formazione del personale: «Il fattore umano è cruciale». Infatti la causa principale dell'incidente di Cernobyl, a parte l'inadeguatezza dei vecchi reattori sovietici, è stata un colossale errore umano. Perciò, promette Veronesi, «la mia attenzione maggiore sarà formare personale adeguato dal punto di vista tecnico, scientifico, ma anche psicologico, perché sappia far fronte alla pressione».
L'altro proposito fondamentale di Veronesi è la comunicazione, per tranquillizzare l'opinione pubblica: «Ho trascorso la mia vita a combattere le paure ingiustificate. Soltanto 40 anni fa in Italia c'era ancora il timore a usare il forno a microonde, per non dire di quando cominciò a girare la storia che il pane congelato in freezer fosse cancerogeno. Assurdità, lo sappiamo. Ma voglio dire che spesso la paura è frutto di ignoranza. Sono timori vaghi, confusi, sui quali giocano alcuni movimenti politici. Il risultato? Non si possono usare gli Ogm, non si fa la Tav, si bloccano i termovalorizzatori».
Dal punto di vista della sicurezza, l'opera di rassicurazione comincia dai timori di fuoriuscite radioattive dalle centrali: «È un'invenzione assoluta. Non esce nulla. Meglio, esce dell'acqua, che può avere minime quantità di radiazioni, ma molto inferiori anche rispetto al livello di legge. Non crea problemi».
Per quanto riguarda le scorie, Veronesi riconosce che il problema c'è, ma non è spaventoso come molti pensano: «Nessuno mai al mondo è morto per inquinamento da scorie». E soprattutto ci sono anche le soluzioni: «Vanno messe in sicurezza, e ci sono le soluzioni per farlo, dentro una montagna o a grandi profondità. Al tempo stesso, si stanno affinando tecniche per renderle innocue più in fretta». Inoltre la questione potrebbe non riguardare l'Italia: «Si tende a individuare un unico sito per continente. In Europa ci sono tre soluzioni allo studio, tutte fuori dai nostri confini».
Infine, secondo Veronesi non ci sono pericoli legati alla proliferazione di armi atomiche: «Le testate nucleari non c'entrano con la scelta di realizzare un impianto per produrre energia». E questo vale anche a proposito di eventuali malintenzionati: «Non credo sia un pericolo reale pensare a qualcuno che si impossessa di materiale nucleare per costruire una bomba. Troppo difficile».
Commenti (1). Pagina 1 di 1
AleD | 3:22pm - Wednesday, 9 March 2011 |
Io però mi preoccuperei anche di cercare ed eventualmente formare il suo successore, perché se andiamo avanti così, pur augurando lunga vita a Veronesi, non so per quanto tempo realisticamente parlando potrà esercitare la sua carica ed applicare la sua professionalità con i nuovi impianti in funzione. | |



