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04-03-2011

Il Canada finanzia un nuovo centro di ricerca



Il Canada finanzia un nuovo centro di ricerca

La provincia del Saskatchewan (Canada centro-occidentale) ha stanziato 30 milioni di dollari (22 milioni di euro) in 7 anni per creare un nuovo centro di ricerca nucleare presso l'Università del Saskatchewan di Saskatoon. Lo ha annunciato il 2 marzo Brad Wall, capo del governo provinciale.

Il progetto riguarda in particolare la ricerca nell'ambito medicina nucleare, della scienza dei materiali e della radiochimica. Per quanto riguarda le applicazioni industriali, si occuperà dello sviluppo dei piccoli reattori modulari: un progetto che secondo molti potrebbe rappresentare il futuro dell'energia nucleare.

Secondo Wall il nuovo centro permetterà al Saskatchewan di riconquistare la posizione di avanguardia nella ricerca nucleare che aveva avuto per decenni. Walll ha ricordato infatti che proprio nell'Università del Saskatchewan, all'inizio degli anni Cinquanta, gli scienziati avevano sviluppato una delle prime terapie nel campo della medicina nucleare: un trattamento contro il cancro a base di cobalto 60, ancora oggi largamente usato in tutto il mondo.

«Con questo nuovo entusiasmante centro di ricerca multidisciplinare, la nostra università farà fruttare le proprie risorse storiche. Diventerà un centro di eccellenza a livello internazionale per la ricerca, l'innovazione e la formazione nel campo dell'energia nucleare, ma anche per gli studi sui suoi aspetti sociali e ambientali. Potremo ingaggiare nuovi ricercatori, finanziare borse di studio e in generale creare opportunità di ricerca a livello di avanguardia», ha dichiarato il rettore Peter MacKinnon.

L'Università del Saskatchewan dispone già di varie apparecchiature di ricerca nucleare: il Canadian Light Source synchrotron, il reattore di ricerca Slowpoke e il reattore sperimentale a fusione STOR-M.

Il Saskatchewan, con una popolazione di un milione di abitanti, ha una produzione di 10.000 tonnellate di uranio all'anno. La vocazione nuclearista della provincia coinvolge anche il mondo politico e industriale: pur non avendo centrali nucleari, è fra i candidati per ospitare il deposito nazionale di scorie. Inoltre le ricerche che saranno condotte nel nuovo centro potranno creare opportunità commerciali.



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