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10-03-2011

L’Italia è ancora in tempo, ma i ritardi proseguono



L’Italia è ancora in tempo, ma i ritardi proseguono

Nonostante i ritardi accumulati, il programma nucleare italiano non è fuori tempo massimo rispetto alla tabella di marcia: la data del 2020 per l'inaugurazione della prima centrale è ancora possibile.

Lo ha affermato Fulvio Conti, amministratore delegato dell'Enel, alla commissione Bilancio alla Camera, aggiungendo che il traguardo sarà raggiungibile solo se non ci saranno altri ritardi: «Se entro l'anno sarà completata la parte amministrativa e si riuscirà ad avere la piena funzionalità dell'Agenzia per la sicurezza nucleare, sarà ancora possibile avere la prima centrale entro il 2020, come previsto».

L'Agenzia è però ancora in alto mare: non è stata neanche definita la sede, per cui il presidente Umberto Veronesi ha ammesso di doversi incontrare al bar con gli altri 4 membri del Consiglio direttivo. L'ostacolo principale sarà poi la nomina dei componenti dell'Agenzia, che dovranno provenire per metà dall'Enea e per metà dal Ministero dell'ambiente. Secondo Conti, poi, entro il 2013 «dovrebbe partire il processo di richiesta delle autorizzazioni per i siti». A quel punto i cantieri dovrebbero aprire nel 2015.

Agli auspici di Conti ha risposto il ministro dello sviluppo economico Paolo Romani: «Abbiamo dato una forte accelerata con l'Agenzia per la sicurezza del nucleare, e abbiamo avviato tutte le procedure e le tecnicalità che riguardano le centrali».

Il giorno stesso, però, c'è stato un altro stop: nella seduta delle commissioni riunite Ambiente e Attività produttive della Camera, l'esame del Decreto legislativo sull'individuazione dei siti nucleari è stato sospeso, su richiesta del deputato del Partito Democratico Andrea Lulli, a cui si è associato il relatore della Lega Nord Luciano Dussin, per l'assenza di un rappresentante del Ministero o comunque del governo.



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